La Sevel di Atessa al centro del confronto tra Fiat e Fiom Cgil

La Sevel di Atessa si sta trasformando in una battaglia tra la Fiom Cigl e la Fiat. Al di là della guerra di cifre tra il sindacato e l’associazione industriali di Chieti per lo sciopero proclamato per oggi contro il ricorso al lavoro straordinario del sabato (70 per cento dei lavoratori per la Cgil, meno del 20 per cento per il presidente provinciale di Confindustria Paolo Primavera) l’azienda del gruppo Fiat dove viene prodotto il furgone Ducato e i suoi omologhi a marchio Peugeot e Citroen, sta diventando in queste ore il primo vero luogo di confronto tra la Cgil e il Lingotto. In mezzo le questioni più calde del momento, che lo stesso segretario nazionale della Fiom Cgil, Maurizio Landini, aveva ricordato nell’assemblea ad Atessa di giovedì scorso: “Ci troviamo di fronte alla disdetta del contratto nazionale 2008, di fronte ai recenti 1.500 lavoratori con contratto a termine licenziati da Sevel, e al premio di risultato non pagato lo scorso luglio, mentre i dividendi sono stati regolarmente dati ai dirigenti. Non si lavora il sabato se non si affrontano prima questi temi; la conseguenza è stata l’apertura della vertenza”.

“Lo sciopero è riuscito – ha commentato Marco Di Rocco, segretario provinciale della Fiom-Cgil – e i lavoratori hanno compreso le ragioni proposte dalla Fiom. Da lunedì siamo comunque disponibili a riaprire il confronto per evitare altri scioperi sugli altri sabato di straordinario alla Sevele e per trovare una soluzione ai problemi che denunciamo da tempo: dal reintegro di una parte dei precari licenziati fino al pagamento del premio di risultato ai dipendenti”. Per la Fiom oggi la produzione si attesterà sui 160 furgoni, a fronte dei 350 che normalmente escono dalle linee di produzione. Durissimo invece il commento di Primavera, da due mesi alla guida di Confindustria Chieti. Ieri, con una lettera inviata al sindacato, l’associazione industriali aveva chiesto i danni alla Fiom per lo sciopero di oggi. ”Le motivazioni poste alla base dello sciopero con tutta evidenza pretestuose e comunque tali da dimostrare che non si è in presenza di un corretto esercizio dei diritti sindacali. Qualora lo sciopero non venga revocato, la Sevel si riserva di agire nei vostri confronti per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del vostro operato e la condanna dei responsabili al risarcimento danni”.

 “Non accetteremo mai strumentalizzazioni sul nostro territorio di questioni nazionali che qui non hanno alcuna corrispondenza – ha sottolineato oggi Primavera-. E’ un atteggiamento irresponsabile da parte della Fiom, in un momento delicato come quello che stiamo attraversando in cui si registra una debole ripresa: è la prima volta, dalla primavera del 2008, che la Sevel richiede 4 giornate di lavoro straordinario”. Il presidente dell’associazione industriali critica però anche il silenzio della politica e delle istituzioni in questa vicenda. “Un silenzio davvero assordante – aggiunge – il mondo politico deve intervenire, perché non può da una parte chiederci piani di sviluppo economico per il territorio e poi non intervenire su queste situazioni”.