Il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, Eugenio Sarno a Lanciano e Sulmona

“La presenza in loco di delegazioni della UIL Penitenziari rappresenta un momento di solidarietà e vicinanza al personale ma anche un tentativo di sviluppare un percorso di soluzioni a vertenze che rischiano di incancrenirsi inutilmente”. Così Eugenio Sarno, Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, anticipa le motivazioni della due giorni abruzzese presso gli istituti penitenziari di Lanciano (15 settembre) e Sulmona (16 settembre). Ad accompagnare il Segretario Generale nelle due visite : Pino Giancola, Segretario Regionale. A fare gli onori di casa: Ruggero Di Giovanni, Segretario Provinciale di Chieti per Lanciano e Mauro Nardella Segretario Provinciale de L’Aquila per Sulmona.

“A Lanciano da circa un anno le organizzazioni sindacali della polizia penitenziaria hanno proclamato lo stato di agitazione e da circa undici mesi il personale non si reca a consumare i pasti presso la mensa di servizio. All’origine di tali proteste l’affermata e grave deficienza organica, aggravatasi dopo la decisione del DAP di aprire una nuova sezione. La Casa Circondariale di Lanciano, infatti, nella particolare graduatoria del rapporto tra detenuti presenti e contingente di polizia penitenziaria è tra le ultime in Italia ( 1 a 0,43 rispetto alla media nazionale di 1 a 0,72). Anche alcune decisioni dell’ Autorità Dirigente, per quanto necessitate, hanno contribuito ad esasperare gli animi. Invece occorre ritrovare la giusta serenità anche ristabilendo corrette relazioni sindacali. Credo che il Provveditore Regionale,  Acerra, ma lo stesso direttore abbiano consapevolezza della necessità di riportare la situazione nell’alveo della gestibilità. Noi – continua Sarno (foto a destra) – offriamo una concreta disponibilità a costruire e a superare la fase della contrapposizione nella certezza che l’Amministrazione sia, in tal senso, ben orientata”.

Non meno facile la situazione che vive la Casa di Reclusione di Sulmona: “Sulmona è la sintesi delle tante criticità che avviluppano il sistema penitenziario. Sovraffollamento, promiscuità, carenze organiche e gestione discutibile delle risorse umane. Di certo aver individuato Sulmona come istituto ospitante di una sezione per internati non solo si è rilevata una scelta infelice, quanto ha inciso molto negativamente sull’equilibrio generale della gestione, di per se già molto complessa. Sulmona, infatti, ospita diverse categorie di detenuti ( Comuni, Alta Sicurezza, Elevato Indice di Vigilanza, Internati, Collaboratori di Giustizia e 41-bis) . E per ogni categoria occorre applicare percorsi trattamentali e di sorveglianza differenziati. Il proposito comunicatoci dal DAP di prevedere uno spostamento in altra sede della sezione internati è ancora solo un proposito ed uno dei tanti annunci ad effetto. Per questo – sottolinea SARNO – la questione dei punti decurtati al personale di polizia penitenziaria sollevata dalla UIL è quanto mai opportuna. Nel momento in cui il personale, solo ed abbandonato nella gestione delle emergenze, impedisce la resa definitiva alle incapacità gestionali politiche ed amministrative del sistema carcere, la direzione non trova di meglio che penalizzarlo sul fronte dei giudizi complessivi. Diciamo che, pur nella legittimità, tale scelta appare priva di buon senso. Ancor più in considerazione che il personale di Sulmona in questo 2010 ha impedito che il bilancio di tre suicidi fosse ancora più pesante e tragico. Riteniamo opportuno ricordare che quel personale, a cui si è deciso di decurtare i punti di merito, ha salvato ben sei persone che avevano deciso di evadere dalla propria vita ponendo in essere tentativi di suicidio ed ha più volte gestito brillantemente situazioni difficili e complicate come le proteste violente o gli incendi delle celle”.