Lavoro, il PD: «Sevel non è Pomigliano, è un distretto strategico per la Fiat”

“Questa è una terra in cui per almeno 15 anni si è praticata una concertazione produttiva e positiva, in cui gli abruzzesi e i loro enti locali hanno fatto il massimo per trasformare la Val di Sangro in un distretto produttivo strategico, in cui non ci si accontenta del posto di lavoro ma si va oltre, con il disegno decisivo del campus dell’automotive. Di fronte a questo patrimonio di aziende, lavoratori e professionisti, la strategia non può diventare ora la guerra». Lo afferma il segretario regionale del Partito democratico Silvio Paolucci, intervenendo sul duro scontro fra Fiom e Sevel.
«Anche quando il gruppo Fiat era in profonda crisi, la Sevel macinava utili» ricorda Paolucci, «e questo era possibile perché l’azienda coinvolgeva il territorio, gli enti locali rispondevano, i lavoratori erano parte attiva e propositiva, l’indotto cresceva. Le relazioni industriali vanno aggiornate, ma l’Abruzzo non può diventare Pomigliano e nessuno, per tattiche di corto respiro, può permettersi il lusso di compromettere questo tessuto». Per questo il Pd rilancia: «Chiodi si accorga che esiste la Val di Sangro, dove non è mai stato da presidente, e sblocchi i fondi per il campus dell’automotive, che potrà rafforzare e innovare il bacino industriale più importante d’Abruzzo. L’assenza di un governo regionale degno di questo nome sta contribuendo in maniera decisiva ad allontanare azienda e sindacati e a mettere a rischio migliaia di posti di lavoro».

Previsione nere per le micro-imprese

Le micro-imprese, da molti anni in grado di compensare le perdite registrate nella grande impresa, non riescono più a garantire la tenuta dell’occupazione in Abruzzo. Con la provincia teramana, in particolare, segnata da uno stato di sofferenza senza precedenti. A certificarlo sono le previsioni tutt’altro che ottimistiche contenute nell’annuale “Rapporto Excelsior” per il 2010, realizzato dal Centro studi di Unioncamere sulla base di interviste realizzate direttamente con gli imprenditori, ed analizzato dal centro studi della Cna regionale coordinato da Aldo Ronci. Secondo la ricerca, a fine 2010 il saldo occupazionale (ovvero la differenza tra le assunzioni previste dagli imprenditori e le uscite) nelle aziende più piccole comprese tra uno e nove dipendenti, sarà decisamente “in rosso”: è infatti annunciata una flessione di ben 1.190 unità, 990 delle quali concentrate nella sola provincia di Teramo, da sempre considerata come un tradizionale baluardo della piccola impresa regionale. La caduta dell’occupazione, impressionante nella micro-impresa teramana, non risparmierà tuttavia anche gli altri territori: Pescarese e Chietino sono infatti accreditati di una caduta – rispettivamente – di 90 e 310 unità. Unica provincia in controtendenza, nell’analisi messa a punto dal Centro studi della Cna, quella dell’Aquila, accreditata a fine anno di un saldo attivo di 200 unità nella stessa classe di imprese, frutto probabile delle previsioni legate all’attività di ricostruzione post-sisma. Che per le micro-imprese abruzzesi tiri aria cattiva, inoltre, lo conferma il segno negativo (-1,6%) previsto rispetto all’anno precedente; appena meglio di quanto dovrebbe accadere nelle medie imprese (-1,7%), ma davvero peggio di quanto accadrà nella grande impresa, dove la caduta dovrebbe arrestarsi a -1,5%. A parziale consolazione, il fatto che per la stessa classe di imprese, il “Rapporto Excelsior” stimi a livello nazionale una caduta decisamente superiore all’Abruzzo, ovvero del 2,5%.

Al via la campagna Pd di ascolto nella scuola, la parola a docenti e studenti

“Quello che è in atto nella scuola abruzzese è un vero e proprio licenziamento di massa di personale qualificato e prezioso, con la pesante complicità di Chiodi”. Lo denuncia il segretario regionale del Partito democratico Silvio Paolucci, che annuncia una campagna di ascolto nelle scuole abruzzesi per dare voce a docenti, genitori e studenti. “Molte Regioni – dice Paolucci – stanno investendo risorse proprie per evitare catastrofi occupazionali e salvaguardare una qualità minima del sistema scolastico, l’Abruzzo invece si rifiuta di farlo. Chiodi, che tiene bloccati i fondi europei, si sta rendendo complice di questo licenziamento di massa». Ma c’è dell’altro: «La scuola abruzzese non può vivacchiare» dice Paolucci, “deve cambiare radicalmente, premiare il merito, essere vicina alle esigenze dei territori e non un corpo estraneo. Ma per far questo occorrono risorse. Anche per questa ragione il Pd nelle prossime settimane lancerà una campagna di ascolto sulla scuola abruzzese: vogliamo raccogliere le proposte e i suggerimenti di insegnanti, genitori, studenti, perché il centrodestra sta applicando alla scuola la stessa tecnica della sanità: distruggere l’offerta pubblica e tutelare solo la scuola privata”.