Campo (UilM) sulla Sevel: “La Fiom sbaglia, così va contro gli interessi dell’Abruzzo

“La decisione della Fiom-Cgil di tirare Sevel dentro il suo conflitto politico con Fiat va in direzione opposta agli interessi strategici dell’Abruzzo”. E’ quanto afferma in una nora, il segretario regionale della UiL, Roberto Campo. “La Fiom-Cgil non sa, o non vuole, uscire da una catena di errori che la hanno portata a non firmare tre dei quattro ultimi rinnovi contrattuali dei metalmeccanici, incluso il contratto in vigore; opporsi all’investimento di Pomigliano, disconoscendo il voto dei lavoratori che hanno approvato il relativo accordo (arrivando a sostenere che si dovrebbe tenere conto della minoranza piuttosto che della maggioranza); cercare di far saltare il progetto Fabbrica Italia, il più importante investimento industriale attualmente proposto nel nostro Paese. Il tentativo di escalation organizzato dalla Fiom-Cgil punta ad esportare tensione in ogni stabilimento Fiat, creando quanti più problemi possibile, ed è approdato anche alla Sevel. Mentre nel 2004, subito dopo lo scontro frontale avvenuto a Melfi, tutti i sindacati operanti in Sevel capirono che bisognava evitare di scatenare un conflitto analogo in Val di Sangro, oggi la Fiom-Cgil vorrebbe, se ne avesse la forza, l’ingovernabilità della fabbrica, un obiettivo che se per assurdo avesse successo, potrebbe chiudere la storia positiva, trentennale, di questo fondamentale insediamento produttivo e aprirne una dalle prospettive molto più incerte e pericolose. È davvero paradossale che chi, come la Fiom-Cgil, si oppone a qualsivoglia innovazione contrattuale, scioperi contro l’utilizzo da parte dell’azienda della norma che da decenni regola l’utilizzo degli straordinari, quasi volesse dimostrare che il contratto non dà garanzie e va non solo innovato, ma cambiato tutto, oppure che non vale la pena di investire in un contesto dove le regole non significano nulla. L’interesse strategico dei lavoratori, dei disoccupati, dell’Abruzzo intero, non è che Sevel entri in questo conflitto tutto politico, ma, al contrario, che anche la nostra regione entri in Fabbrica Italia e benefici degli investimenti che faranno del Centro-Sud il cuore della produzione Fiat in Italia, magari ampliando l’indotto Fiat in Abruzzo. Istituzioni, Politica, Organizzazioni rappresentative del Lavoro e dell’Impresa, Informazione, Cultura, Opinione Pubblica: questa vicenda ci riguarda tutti, adoperiamoci affinché prevalgano gli interessi strategici della collettività e un po’ di buon senso.

4 milioni di veicoli prodotti finora in Val di Sangro

Lo stabilimento Sevel (Società Europea veicoli leggeri), di Val di Sangro, joint venture paritetica tra FGA e Psa – peugeot Citroen, ha tagliato il traguardo dei 4 milioni di veicoli prodotti. Il mezzo con cui si è raggiunto il primato è un Fiat Ducato Maxi da 13 m3 di volumetria e 3,5 tonnellate di peso totale a terra, equipaggiato con il motore 3.0 Multijet Power con cambio automatico. Il veicolo è stato acquistato da un cliente tedesco, a cui sarà consegnato durante il prossimo Salone di Hannover, in programma da 23 al 30 settembre. La Sevel si conferma la più grande fabbrica europea per la produzione di furgoni medio-grandi, mentre la famiglia X250 risulta la piu’ venduta del suo segmento in Europa con oltre il 30% dei volumi. In particolare, Fiat Ducato ha fatto registrare nei primi sei mesi di quest’anno 53.500 immatricolazioni portando la quota europea al 19,2%