Turismo nel teramano, assemblea degli operatori: “Stagione in calo, necessarie risposte dalla politica”

Arrivi e presenze in calo rispetto al 2008, ultima stagione «ordinaria» prima del sisma, e una contrazione dei consumi nella ristorazione, in spiaggia e nelle attività commerciali. Sono le principali tendenze emerse dall’indagine sulla stagione 2010 nella provincia di Teramo, condotta dalla Confesercenti fra albergatori, balneatori e commercianti della costa e presentata oggi a Tortoreto di fronte ad oltre 70 imprenditori del settore convocati da Assoturismo e Fiba, le due sigle di Confesercenti che raccolgono il mondo del turismo. Un’assemblea voluta dall’associazione proprio per fare il punto della stagione con i rappresentanti delle istituzioni, a partire dall’assessore regionale Mauro Di Dalmazio e dall’assessore provinciale Ezio Vannucci. Presenti assessori di tutti i Comuni costieri. Ad illustrare l’andamento della stagione sono stati il presidente di Fiba-Confesercenti, Antonio La Torre, ed il presidente di Assoturismo-Confesercenti Daniele Zunica. Molti gli interventi di titolari di stabilimenti e di albergatori, che hanno raccontato l’andamento nei vari Comuni costieri «in modo da iniziare oggi a lavorare per il 2011 – ha spiegato il direttore provinciale Flaminio Lombi – e non ad aprile”. Fra i problemi emersi, quello del rinnovo delle concessioni balneari e della promozione, ma soprattutto la vicenda dell’inquinamento del fiume Vibrata. “Di dati parleremo a fine settembre – ha detto Enzo Giammarino, direttore regionale di Confesercenti -, ma il turismo abruzzese soffre degli stessi problemi di quello nazionale. Il 2010 non è andato bene in Italia e anche i dati regionali di fine stagione non saranno eccezionali. Non ci ha aiutato la vicenda del Vibrata: una Regione che si presenta come terra dei parchi non può permettersi una settimana di cattiva pubblicità sui media nazionale proprio sull’ambiente. Ma occorre anche comprendere un dato: il turismo deve trasformarsi, il mercato è cambiato nettamente e la concorrenza è agguerrita. Per questo alla Regione diciamo che la promozione non può attendere i tempi dei bandi comunitari: occorrono risorse disponibili e flessibili, perché con la crisi dell’industria il turismo sta assumendo un ruolo primario nell’economia di migliaia di famiglie abruzzesi». «Entro l’anno solare proporremo il Piano demaniale marittimo – ha annunciato Di Dalmazio nell’assemblea della Confesercenti teramana -, una procedura complessa tenendo presente il quadro normativo nazionale e comunitario che negli ultimi anni è cambiato. Stiamo lavorando con gli enti locali per risolvere il problema del depuratore, e dopo aver lanciato le campagne post-sisma – ha detto l’assessore – è in arrivo una campagna da 1,8 milioni di euro per rilanciare la marca Abruzzo. Considerando la situazione economica e finanziaria della Regione, è una cifra enorme”.