Appalti G8 e ricostruzione, Chiodi sarà sentito come teste

Sarà ascoltato nei prossimi giorni “come persone informata dei fatti e testimone per chiarire la posizione di altre persone coinvolte” nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per il G8 dell’Aquila e della ricostruzione il governatore d’Abruzzo Gianni Chiodi. Lo ha dichiarato il procuratore della Repubblica de L’Aquila e distrettuale antimafia, Alfredo Rossini (foto a destra), spegnendo definitivamente le voci circolate nelle ultime ore su provvedimenti importanti nei confronti del presidente della Giunta regionale e commissario per la ricostruzione. “Il presidente della regione Abruzzo Chiodi ha avuto sempre dei rapporti molto chiari con quest’ufficio fin dall’inizio – ha detto Rossini – con i processi sui crolli, dimostrando sempre disponibilità. In questa fase dovrà probabilmente riferire alcune cose che chiariscano la posizione nell’ambito degli appalti ma non perché è indagato. Le questioni riguardano – ha detto ancora Rossini – appalti in senso lato, quindi G8 e il resto, e questo solo perché come testimone e persona informata dei fatti ci può dare dei dati in relazione alla posizione di altre persone che sono all’attenzione di questo ufficio”. L’inchiesta portata avanti in collaborazione con la direzione nazionale antimafia per le eventuali infiltrazioni mafiose, in particolare ruota intorno all’attività del Consorzio Federico II, costituito proprio per partecipare agli appalti per la ricostruzione nel quale figurano oltre alla famiglia Barattelli, le altre due aziende di costruzioni aquilane Vittorini Emidio e Marinelli-Equizi, e dalla Btp, un colosso italiano, del presidente dimissionario Riccardo Fusi, indagato nell’inchiesta di Firenze sui grandi eventi e il G8 della Maddalena dalla procura di Firenze, poi passata a Perugia. Secondo l’accusa, i componenti del Consorzio avrebbero cercato di ottenere appalti nella ricostruzione attraverso la presentazione di politici influenti. Dall’inchiesta di Firenze che tra gli altri ha portato in carcere il presidente del consiglio superiore dei Lavori Pubblici, Angelo Balducci, l’imprenditore Diego Anemone, e al coinvolgimento del capo della protezione civile nazionale, Guido Bertolaso, ha preso vigore l’indagine aquilana alla luce del trasferimento degli atti basati soprattutto sulle intercettazioni. Proprio dalle intercettazioni emergono le fasi che hanno portato alla costituzione del Consorzio. Il presidente Chiodi invece parla con Fusi dal telefono di Verdini al quale l’imprenditore ha chiamato. Sul consorzio Federico II, sciolto da diverso tempo, la procura dell’Aquila ha puntato le attenzioni sulla realizzazione in subappalto di un Musp (modulo ad uso scolastico provvisorio) della scuola media Carducci e su altri lavori nella caserma Campomizzi, dove ci sono gli sfollati e studenti. Fusi, secondo fonti della procura aquilana, è stato indagato nei giorni scorsi.

“Sono sdegnato e profondamente amareggiato per l’enfasi con cui giornali e locandine hanno riportato una notizia falsa, offensiva al punto da minare la dignità di chi sta lavorando tra mille difficoltà in una situazione già di per sé drammatica – commenta il presidente della Regione le voci di ieri sera e stamane su presunti coinvolgimenti nell’inchiesta G8 e appalti all’Aquila. “E’ inaccettabile anche la strumentalizzazione che si sta facendo sull’attività degli organi inquirenti che hanno il compito, giustamente, di sentire chiunque possa avere una qualche conoscenza dei fatti su cui si sta indagando. Va da sé che questo clima irrespirabile di ‘caccia alle streghe’ mina profondamente l’immagine del Presidente della Regione Abruzzo”. “Ma si rassegnino – avverte il Governatore – perché tutto il mio operato amministrativo è sempre all’insegna della più cristallina legalità”. Poi, un appello ai media: “Spero ci sia l’onestà intellettuale, oltre che deontologica, affinché gli organi di stampa riservino al presidente Chiodi lo stesso clamore per annunciare che non c’é assolutamente nessuna bufera che lo riguardi. Vorrei, invece, poter lavorare per il bene della mia terra e della mia gente con la serenità e la dignità che spettano a chi ogni giorno s’impegna duramente tra mille problemi, ma sempre con grande spirito etico, riuscendo tra l’altro ad ottenere risultati unici per la nostra regione. E mi riferisco, in primis, alla riduzione dell’indebitamento o al riordino della Sanità. Traguardi lodevoli che molti fingono di ignorare ma che ci vengono puntualmente riconosciuti da testimoni esterni. E’ il caso di Repubblica, testata non certo di parte”. Infine, il presidente Chiodi tocca gli affetti personali: “Da Roma, dove mi trovo per una tre giorni di intensi contatti, ho dovuto rassicurare la mia famiglia e le mie figlie, preoccupatissime per una notizia che non ha il minimo fondamento. E questo non è umanamente sopportabile. Non è accettabile”.