Sarno (Uil Penitenziari) a Sulmona: “Carcere al limite per detenuti e agenti”

“Sulmona è una casa di reclusione che dovrebbe ospitare al massimo 275 detenuti, ma la conta odierna è di 454, di cui 149 detenuti ad alta sicurezza, 168 internati con due casi di 41 bis, 15 collaboratori di giustizia in fascia A1”. Questi sono i numeri diffusi da Eugenio Sarno, segretario nazionale della Uil penitenziari, in visita questa mattina al super carcere di Sulmona, accompagnato dal segretario regionale Giuseppe Giancola e da quello provinciale, Mauro Nardella. “Dall’inizio dell’anno – continua Sarno – si sono registrati 2 casi di suicidio, 11 tentativi di autosoppressione sventati dalla polizia penitenziaria e 79 episodi di autolesionismo, con 32 detenuti ricoverati”. Il contingente di personale in forza al carcere dovrebbe essere di 328 unità, mentre ne sono presenti 294, con 278 effettivi e 16 distaccati da altri penitenziari. Di questi 298, 24 unità operano al nucleo traduzioni e piantonamenti, con complessivi 1188 servizi di traduzione. Su 454 reclusi, 165 soffrono di patologie psichiche o psicopatiche, con un solo psicologo al loro servizio per un totale di 60 ore mensili. Fatto inusuale per un carcere di massima sicurezza e’ l’assenza di sistemi di allarme anti intrusione, non c’e’ la videosorveglianza e gli agenti di polizia non sono dotati di apparati rice trasmittenti, forse a causa della mancanza di manutenzione dovuta alla scarsezza delle erogazioni da parte del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. L’illuminazione nelle celle e’ fornita da lampadine a basso voltaggio, ormai considerato un vecchio sistema, e ogni volta che si fulmina una lampadina i detenuti devono armarsi di torce per andare al bagno. Gli internati rappresentano la maggiore criticità, visto che si trovano in carcere per motivi di pubblica sicurezza e non per sentenze passate in giudicato. Da qui scaturisce la loro aggressività e l’insofferenza al regime di detenzione. “Penso che questa condizione – aggiunge Sarno – sia una grave violazione del diritto”. Il futuro dell’istituto sulmonese e’ legato al piano carceri nazionale. “Proprio qui dovrebbe nascere la falegnameria per costruire gli arredi delle nuove carceri in progetto – conclude Sarno – ma avendo sentore che il ministro Alfano sia impegnato in altre faccende e diversamente interessato bisognera’ costruire un percorso che ne solleciti l’attenzione”.