Ancora incandescente il clima tra Fiom Cgil e Sevel

Si è trasformato in una imponente assemblea pubblica davanti ai cancelli della SEVEL lo sciopero di oggi di 2 ore per protestare contro la disdetta del contratto nazionale e per la salvaguardia dei diritti contrattuali  dei lavoratori  e contro la pomiglianizzazione di SEVEL e indetto dalla FIOM CGIL. Circa 700 lavoratori hanno partecipato all’assemblea e per oltre 1 ora il montaggio non ha prodotto furgoni. Ancora una volta i lavoratori SEVEL hanno scioperato e manifestato pacificamente il loro dissenso rispetto alle politiche di FIAT. Domani è previsto, per il secondo sabato consecutivo, uno sciopero di 8 ore che oltre alla Fiom vedrà la partecipazione degli iscritti alla Failms-Cisal e all’Usb (Unione sindacale di base). Azienda e Confindustria Chieti hanno fatto sapere d’aver inviato una lettera di diffida ai sindacati di base in cui dichiara illegittima l’astensione e si riservano di agire per il risarcimento dei danni. Il clima resta infuocato, quindi. Un braccio di ferro seguito a livello nazionale perché in ballo, oltre ai sabati lavorativi, al mancato pagamento del saldo del premio di risultato (600 euro) e il mancato reintegro di una parte dei 1500 precari licenziati durante la crisi, c’è anche la questione aperta con Federmeccanica.

La settimana prossima la Fiom ha annunciato che terrà un’assemblea con sciopero davanti ai cancelli della SEVEL con tutte le aziende della Val di Sangro.