La Confcommercio alla Regione: “Riforme strutturali e sostegni allo sviluppo delle piccole e medie imprese”

Si è tenuta a Teramo la prima riunione presieduta dal nuovo Presidente di Abruzzo Confcommercio, Giandomenico Di Sante, con la partecipazione dei Vicepresidenti Ezio Ardizzi, Roberto Donatelli ed Angelo Allegrino, del Direttore di Abruzzo Confcommercio Ernesto Orlando, del Direttore della Confcommercio de L’Aquila  Celso Cioni , del Funzionario della Confcommercio di Chieti Michele D’Andrea e del Consulente organizzativo  Guido Delli Castelli. Tra gli altri argomenti trattati, il Presidente Di Sante ha posto all’attenzione dei presenti la lettera che intende inviare alle Autorità Regionali, il cui contenuto è stato approvato all’unanimità. Nella missiva, che oltre a Chiodi è stata inviata al Presidente del Consiglio Regionale, Nazario Pagano, e agli Assessori e Consiglieri Regionali, Di Sante, rimarca la volontà di collaborare per affrontare e risolvere i numerosi ed importanti problemi della nostra Regione, con particolare riferimento a  quelli riguardanti i Settori  del Commercio, del Turismo e dei Servizi, che la nostra Associazione rappresenta. “Continuando sulla strada percorsa dal mio predecessore, Ezio Ardizzi, ribadisco la necessità di mettere in campo strumenti per far ripartire la ripresa economica della nostra Regione, dando naturalmente precedenza alle zone colpite dal terremoto ed alle zone più depresse del nostro territorio. Per riprendere un ritmo di crescita occorre – afferma Di Sante -, da una parte attuare riforme strutturali, la cui mancanza ha segnato da tempo  la perdita di competitività, e dall’altro sostenere lo sviluppo delle piccole e medie imprese ed in particolare di quelle del Terziario (Commercio, Turismo e Servizi), che contribuiscono alla formazione del PIL e dell’occupazione in misura superore a 60% del totale. Piccole e medie imprese hanno la necessità, oggi più che mai, di un contesto di politiche e di ragionevoli risorse, che ne sostengano la crescita produttiva, qualitativa e competitiva, sostenendo in particolare il credito tramite le Cooperative di garanzia in essere. Occorre ridurre, appena possibile, le aliquote IRAP ed addizionale IRPEF, portate al limite massimo, che hanno messo in condizioni di inferiorità competitiva le nostre aziende rispetto a quelle delle altre Regioni. Per recuperare, poi, le risorse necessarie allo sviluppo la Regione – mette in evidenza Di Sante -, oltre ad utilizzare presto e bene le risorse europee e statali a disposizione, deve continuare ad operare con costante determinazione sulla riduzione della spesa sanitaria, sul miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dell’azione amministrativa, con la riduzione degli oneri burocratici, e l’accelerazione dei tempi di pagamento delle pubbliche Amministrazioni. Occorre una sempre più compiuta integrazione tra politica industriale e politica dei servizi fondata sulle liberalizzazioni dei servizi pubblici locali, sul sostegno all’innovazione, sulla valorizzazione dei  prodotti abruzzesi, sul potenziamento dei trasporti, sulla riduzione dei costi dell’approvvigionamento energetico e sulla costruzione dello sviluppo sostenibile. Passando, infine, ai problemi specifici del Terziario (Commercio, Turismo e Servizi) – conclude Di Sante -, le principali proposte in sintesi riguardano: internazionalizzazione delle imprese; incentivazione per la certificazione di qualità; promozione e valorizzazione della ristorazione tipica tradizionale abruzzese; istituzione di una Commissione di controllo per le aziende agrituristiche; riconoscimento dei negozi storici abruzzesi;  normativa sull’occupazione abusiva del suolo pubblico per le attività commerciali non autorizzate; riconoscimento al settore Turismo quale componente decisivo per lo sviluppo regionale, che ha bisogno di più risorse per diventare un autentico volano economico per il nostro territorio; trasformazione dell’APTR in Agenzia; sviluppo della raggiungibilità turistica dell’Abruzzo (crescita dell’Aeroporto d’Abruzzo e realizzazione di collegamenti autostradali e ferroviari più rapidi); rafforzamento del “brand” Abruzzo, mettendo in rete e rendendo turisticamente fornibili le nostre eccellenze territoriali; rivisitazione del marchio “Abruzzo” rendendolo univoco per tutti gli Assessorati e collegandolo al marchio Italia; riforma dei Consorzi Industriali, con particolare riferimento al ruolo svolto e da volgere dai Settori del Commercio,  dei Servizi e del Turismo all’interno degli stessi.