Roseto solidale con i dipendenti in sciopero dello stabilimento La Perla

“Gli ammortizzatori sociali non possono rappresentare l’unica risposta, Provincia e Regione hanno il dovere di creare le condizioni affinché tante lavoratrici e lavoratori non vengano espulsi dal mondo della produzione”.

Lo ha affermato il Sindaco di Roseto, Franco Di Bonaventura che ieri pomeriggio ha incontrato i dipendenti in sciopero dello stabilimento La Perla insieme al Vice Sindaco Teresa Ginoble. “Intendiamo partecipare al tavolo provinciale non appena questo sarà aperto – ha detto Di Bonaventura e nel consiglio comunale di venerdì prossimo proporrò un documento congiunto  di sostegno e di adesione alla battaglia delle lavoratrici e dei sindacati.

Questa azienda ha una storia. È figlia della ex Monti – ha ricordato il Sindaco – nata da precisi accordi che ora rischiano di essere completamente disattesi. I conti sterili fatti dalla proprietà non tengono affatto conto di questa storia così come delle storie di ogni singolo dipendente e soprattutto del loro futuro e di quello delle loro famiglie. Ci opporremo con forza alla chiusura dello stabilimento e chiediamo sin da ora il rispetto degli impegni assunti  attraverso il piano industriale concordato. Tutta la città si impegna a sostenere le lavoratrici e la battaglia dei sindacati – ha aggiunto il Sindaco –  non possiamo permettere il trasferimento del monte ore che le maestranze si sono impegnate a portare avanti e il depauperamento delle professionalità acquisite in anni di lavoro da parte di tutti i dipendenti”.

 Vertice in Provincia di Teramo sulla Phard

Trasferimenti a Nola solo su base volontaria e con incentivi;  cassa integrazione fino all’11 aprile del prossimo anno; a Mosciano Sant’Angelo rimangono lo spaccio aziendale e il magazzino con l’impiego di 10 dipendenti. Questi i capisaldi dell’accordo raggiunto al tavolo delle relazioni industriali della Provincia, fra i sindacati e l’amministratore delegato della Phard spa, Fausto Cosi. “Non lo consideriamo affatto un successo perché comunque un marchio prestigioso del made in Italy smembra il polo teramano ma, certo, se teniamo conto delle posizioni iniziali dell’azienda quello di oggi è un accordo significativo che lascia una porta aperta sul futuro e tutela quanto più possibile i lavoratori”  affermano gli assessori al lavoro e alle attività produttive, rispettivamente Eva Guardiani e Ezio Vannucci, che hanno seguito da vicino lo svolgersi della vertenza . La Phard, che ha dichiarato di voler far rientrare in Italia la produzione attualmente in essere all’estero, si è impegnata a verificare “concretamente e preliminarmente, la possibilità che tale produzioni possano essere realizzate nella provincia di Teramo”. L’accordo sottoscritto questo pomeriggio, quindi, prevede: che spaccio e magazzino rimangano a Mosciano Sant’Angelo con l’impiego di 10 unità a rotazione: la società garantirà un rimborso spese, la casa a Nola per 24 mesi, un incentivo di 15 euro al giorno per un anno a coloro che entro ottobre decideranno di trasferirsi nel polo campano dell’azienda; la flessibilità di orario a inizio e fine settimane alle madri lavoratrici; il “ri-trasferimento” a Mosciano su richiesta del lavoratore.