Progetto Lanciano: “Azzerare il CdA del Consorzio Rifiuti Lanciano”

“Il consiglio di amministrazione del Consorzio Rifiuti di Lanciano, va rimosso. Subito”. E’ categorico Pino Valente, candidato sindaco per la lista civica Progetto Lanciano. Più che un appello, il suo è forte richiamo al mondo politico locale perché dia un forte segnale di serietà. Non è di oggi la battaglia che Valente sta conducendo contro la lottizzazione della società di gestione dell’impianto di rifiuti più importante della regione. L’aveva condotta con Frentania Provincia quando ai vertici del CdA c’era l’ingegner Riccardo La Morgia e l’aveva proseguita, con la bandiera di Progetto Lanciano, con la nomina di Gianpanfilo Tartaglia, l’attuale presidente. Cerratina adesso è entrata nell’inchiesta dei magistrati di Pescara, che hanno portato agli arresti dell’assessore regionale Lanfranco Venturoni e del noto imprenditore Rodolfo Di Zio, proprietario della De.co , azienda del settore rifiuti, che detiene il 95 per cento dell’Ecologica Sangro s.p.a, la concessionaria della discarica di Lanciano. Nell’inchiesta, come si sa, sono finiti nomi eccellenti del PdL abruzzese: i senatori Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano, il consigliere regionale ed ex assessore all’Ambiente Daniela Stati, il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, raggiunti da avvisi di garanzia. L’azione degli inquirenti non si è limitata alla costruzione di un inceneritore nel teramano, ma ha toccato quasi tutta la regione, compreso Cerratina. Alcuni documenti relativi all’impianto lancianese, prima del passaggio tra La Morgia e Tartaglia, sono finiti sul tavolo degli inquirenti, a fine 2009. Soprattutto quelli riguardanti la tariffa sulla tassa rifiuti, che i cittadini dei 53 comuni che conferiscono a Cerratina, avrebbero dovuto pagare in quota inferiore a quella tuttora applicata. Un problema sollevato dall’ex presidente La Morgia, sulla base di valutazioni, certificate da un professionista appositamente incaricato dal Consorzio Rifiuti, il quale espresse, nella relazione inviata ai sindaci già dall’aprile del 2009, la motivazione per cui le tariffe dovessero essere assolutamente ridotte. Finora nulla. L’unica novità, il cambio al vertice del CdA del Consorzio dei Rifiuti di Lanciano, avvenuto – da come risulta dalle motivazioni dei magistrati del pool di Pescara – su espresse indicazioni del senatore Di Stefano.      

“A noi non piace affatto questa logica – ha ripetuto in conferenza stampa stamani Valente -. E’ un sistema che non è più tollerabile. Adesso ci ritroviamo un consiglio di amministrazione che non ha competenze tecniche specifiche. Insomma, c’è un vizio d’origine, perché nell’operazione portata a termine il 1° ottobre dello scorso anno con la nomina di Tartaglia, non è stato affatto tenuto conto che si richiedevano, appunto, precise professionalità per assumere l’incarico ai vertici del Consorzio. Ecco una prima ragione per la quale chiediamo l’azzeramento di quelle nomine. E chiediamo anche che, al più presto, vengono applicate le tariffe giuste, nell’interesse dell’intera collettività”.   

Critico anche il PD frentano. Con una nota del segretario cittadino, Leo Marongiu, si ricorda come “il 22 Settembre 2009, con un colpo di maggioranza e con la protesta vibrante del PD, il consiglio regionale d’Abruzzo cancellava la Asl di Lanciano/Vasto imponendo un commissariamento che aveva come unico scopo quello di buttare fuori i manager che avevano prodotto il risanamento dell’ente ed avviato una nuova stagione di investimenti, non da ultimo il progetto per la ristrutturazione dell’Ospedale Renzetti. Con una sconcertante coincidenza, esattamente un anno dopo, ci troviamo  a fare i conti con un nuovo terremoto politico-giudiziario che ha colpito i vertici del PdL Abruzzo ed i protagonisti del declassamento della sanità frentana. Non meno grave quello che si legge riguardo al sistema dei rifiuti e le pressioni per la nomina di un CdA del Consorzio dei Rifiuti accondiscendente a determinate volontà politiche. Il diritto alla difesa personale è sacrosanto ed inviolabile, ma il dovere della politica è di essere al di sopra di ogni sospetto ed in questo senso di dubbi, perplessità e preoccupazioni, ce ne sono molte”.

Ma c’è dell’altro. Un pericolo che alcuni sindaci dei 53 centri del comprensorio hanno già sollevato in più sedi. Cerratina, dove arrivano rifiuti da più località d’Abruzzo, sta per esaurire la sua capacità prima dei tempi previsti, fissati per il 2014. Il progetto di compostaggio, che permetterebbe di abbassare i volumi, non ha preso il via. E’ facilmente intuibile che se ciò dovesse verificarsi, sarebbe un problema non solo a livello locale, ma di dimensioni più ampie.