Frattura (Alleanza per l’Italia) su Rifiutopoli: “I partiti sapevano. Anche Chiodi”

“Sapevano, tutti sapevano: esponenti di centrodestra e di centrosinistra, persino alcune associazioni di consumatori, ma nessuno ha prestato attenzione a quel che segnalavo. Lo stesso Chiodi, prima di vincere le elezioni era stato informato su quanto stava avvenendo in Abruzzo e nella discarica di Cerratina di Lanciano”. Nico Frattura, per 18 anni direttore tecnico dell’Ecologica Sangro, insieme all’ex presidente del Consorzio Rifiuti Lanciano, Riccardo La Morgia era finito nell’elenco dei ‘non graditi’, come risulta tra le 50mila intercettazioni fatte eseguire negli ultimi due anni dal pool dei magistrati della Procura di Pescara, che indagano su quella che è stata definita la Rifiutopoli d’Abruzzo. Frattura fu licenziato (luglio 2008), mentre La Morgia sostituito al vertice del Consorzio il 1° ottobre 2009. Oggi il primo è coordinatore cittadino e membro del direttivo regionale di Alleanza per l’Italia, mentre il secondo ha fondato un’associazione, Cittadini in Azione. Alla luce di quanto accaduto nelle ultime ore in regione, sono ritornati agli onori delle cronache, perché quando ricoprivano i loro incarichi, avevano richiamato l’attenzione su molte cose che non andavano: tariffe alte, gestione dell’impianto di Lanciano affidato a una società (la Deco di Rodolfo Di Zio) che praticamente è la leader indiscussa dello smaltimento dei rifiuti in Abruzzo. 

“Certo che scrissi a Chiodi – ha detto stamattina in conferenza stampa Frattura, affiancato dal coordinatore provinciale di Alleanza per l’Italia, Nicola Del Prete. Un incontro con i media politico, fatto da un politico, nessuna vendetta per il suo licenziamento, ma solo un esame della questione alla luce degli ultimi sviluppi giudiziari -. Era in piena campagna elettorale e gli mandai a dire che in “Abruzzo, quando si tocca la questione rifiuti urbani, si toccano gli interessi particolari di un grande gruppo imprenditoriale, che gestisce più del 60% di questo particolare mercato – recita l’email che Frattura legge ai giornalisti, datato 28 novembre 2008 -. Orbene, se questo mercato fosse gestito in maniera trasparente, così come vuole la normativa nazionale sugli appalti, non ci sarebbe niente da dire: purtroppo però, un buon 70 per cento di queste gestioni è avvenuta tramite trattativa diretta, che si perde nella notte dei tempi; ed ancora oggi restano dei dubbi su come la discarica di Colle Cese di Spoltore, possa essere gestita dallo stesso gruppo che detiene una quota di partecipazione nella S.p.A. pubblica denominata Ambiente (proprietaria della discarica)”. Frattura ha poi evidenziato d’aver chiaramente detto al futuro governatore di aumentare, dal 40 al 60 per cento il limite massimo di raccolta differenziata a livello regionale “perché così si sarebbe potuto realizzare un inceneritore, anziché tre, come si diceva da più parti”. Aspetti ripetuti anche ad esponenti della sinistra, a vari livelli. Frattura, allora era nel PD e faceva parte, a livello nazionale, dell’associazione Ecologisti democratici. E sulla dichiarazione fatta da Chiodi in merito alle pressioni per sostituire La Morgia alla presidenza del Consorzio? Chiodi, infatti, ha affermato che: “Sapevo solo che La Morgia non convocava da tempo l’assemblea dei soci perché temeva di non essere confermato nella carica e ho sempre detto che l’eventuale commissariamento si sarebbe potuto fare solo se la legge l’avesse permesso. Nulla di più”. “Fu il Comune di Lanciano a ritardare la convocazione dell’assemblea – dice Frattura -. Aveva preso l’impegno di rivedere le tariffe, troppo alte, ma dopo un anno non si arrivò a nulla. La perizia fu invece fatta da un professionista (vedi articolo pubblicato il 22 settembre scorso “L’inchiesta sui rifiuti e la discarica di Cerratina di Lanciano e le tariffe mai scese”), per conto del Consorzio e fu approvata dai 53 sindaci dei comuni, che conferiscono i loro rifiuti a Cerratina. Adesso però, la politica, quella vera e trasparente deve fare la sua parte. Lo chiedono i cittadini”.