Il PdL: “Accuse infondate e teoremi fantasiosi dei giudici”

Ieri, all’hotel ‘S’,di San Giovanni Teatino, si è tenuto il vertice del Pdl abruzzese per fare il punto della situazione alla luce delle vicende giudiziarie che hanno portato all’arresto dell’assessore regionale alla sanitàLanfranco Venturoni e dell’imprenditore Rodolfo Di Zio. All’incontro sono presenti il presidente della Regione Gianni Chiodi, il senatore Fabrizio Di Stefano e diversi assessori e consiglieri regionali. I lavori si sono protratti fino a tarda notte e oggi è stato diffuso un comunicato nel quale si afferma che “il Coordinamento regionale ed il Gruppo consiliare del Popolo della Libertà alla Regione Abruzzo, alla luce di quanto è dato sapere relativamente all’inchiesta giudiziaria che ha portato all’arresto dell’assessore regionale Lanfranco Venturoni e all’emissione di alcuni avvisi di garanzia notificati ad esponenti di primo piano del partito, si dichiara assolutamente convinto dell’infondatezza ed inconsistenza delle accuse mosse ed esprimere pertanto loro la più ampia solidarietà. Non v’è dubbio alcuno, almeno allo stato dell’arte, che l’impianto accusatorio messo in piedi dagli inquirenti si fondi su fantasiosi teoremi che non registrano alcuna commissione di reato nelle varie ipotesi contestate. Manca in altre parole il richiamo a fatti precisi che dimostrino che ci sia stata una violazione di legge o quantomeno un tentativo di violarla. Il giudizio che in tutta coscienza e senza alcun tipo di condizionamento dettato dall’appartenenza si vuole quindi dare sulla vicenda è che si sia di fronte ad una forzatura circa il ruolo che la Magistratura dovrebbe esercitare  secondo il dettato costituzionale. È assolutamente legittimo che la Magistratura eserciti un controllo sulle azioni della politica, ma questo potere non può spingersi oltre i limiti assegnati dalla legge o addirittura travalicare fino a sostituirsi alla stessa politica, come si riscontra nella ordinanza giudiziaria nella quale sono contenuti addirittura giudizi non sui comportamenti ma sulle scelte di programma del governo regionale. Nel rispetto pertanto del ruolo assegnato alla politica dalla Carta Costituzionale e del mandato popolare, il Popolo della Libertà dichiara incondizionata fiducia al governo regionale ed al presidente Chiodi, sottolineando come sia necessario ancor più continuare nell’azione riformatrice intrapresa in questa legislatura e respingendo come inopportuna, dannosa e strumentale per l’Abruzzo la pretesa di dimissioni. Sappiano, coloro che le chiedono, che il Popolo della Libertà sente come impegno morale prioritario in questo momento assicurare a questa regione martoriata anzitutto la governabilità di cui ha bisogno richiamando su questo imperativo il senso di responsabilità di tutta la classe politica”

Insistono sulle dimissioni di Chiodi l’IdV e il PD. Per Carlo Costantini, capogruppo in regione per il partito di Di Pietro, “con l’attuale governo non si è avvertito alcun cambiamento ma un evidente peggioramento, costretti a convivere anche in quest’occasione con l’immancabile scandalo giudiziario che ha portato l’Abruzzo alla ribalta delle cronache nazionali. E questa è l’ultima cosa che gli abruzzesi si sarebbero aspettati da Chiodi”. Gli fa eco Silvio Paolucci, segretario regionale del Partito Democratico che chiede espressamente che “l’assessore Venturoni ha il dovere di rassegnare subito le dimissioni. Le dimissioni vanno presentate senza giri di parole né bizantinismi, nessuno pensi di scherzare con le istituzioni ridimensionando o irridendo i fatti contestati come appare dalle dichiarazioni degli uomini di vertice della Pdl abruzzese. Rimanendo sul terreno squisitamente politico, ciò che emerge con chiarezza è che lo sbandierato “sistema Teramo” tutt’uno con il “sistema Pdl” in Abruzzo è in netto contrasto con i valori della legalità e del corretto esercizio delle funzioni pubbliche”.

Immediata la replica del PdL per mezzo del consigliere regionale, Riccardo Chivaroli. “La richiesta di dimissioni del Presidente Chiodi da parte dell’Italia dei Valori e la strafottenza delle dichiarazioni che Costantini ci regala giornalmente, ci costringono ad affrontare il problema della sua “coerenza”. Carlo Costantini è uno dei 5 apicali dell’IDV in Italia (Di Pietro, Costantini + tre ) ed in questo suo ruolo partecipa alle scelte politiche e strategiche dell’ IDV in Italia . Appare quindi inverosimile l’altalena delle sue posizioni. Alcuni mesi orsono in occasione delle regionali in Campania, candidando Di Luca ha “stabilito” che il solco insuperabile per una candidatura è il rinvio a giudizio e forte di questo teorema ha appoggiato un inquisito. In Abruzzo, viceversa – ricorda il consigliere Ricardo Chiavaroli –  chiede le dimissioni di Chiodi neanche indagato.”Vergini” in Abruzzo, “gigolò” fuori confine sembra essere la tesi che vuol far passare. Anche sul Vice Commisario Cicchetti la “culpa in vigilando” è ostativa, ma politicamente parlando chi era  – quando si è costituito Abruzzo Engineering –  il Presidente della Commissione Attività Produttive della Regione Abruzzo? (Augusto Di Stanislao ndr). Si ricorda Costantini di un fiato del suo presidente? Si è forse vigilato su quelle operazioni che oggi egli contesta? Costantini, capace di analisi puntuali e sofisticate, si sta forse guastando per contatto? Se ci replica con un “che c’azzecca?” elimineremo ogni dubbio!”.