Ambiente, scambio di camosci sull’Appennino. L’area storico-culturale ‘Atri-Cerrano’ candidata a sito dell’Unesco

Prosegue l’intensa collaborazione tra i parchi dell’Appennino centrale per la conservazione del Camoscio appenninico, nell’ambito del Life Coornata, il progetto avente come capofila il Parco Nazionale della Majella, in collaborazione con il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il Parco Regionale Sirente Velino e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e Legambiente. Grazie anche alla collaborazione e disponibilità del Nucleo Elicotteri di Pescara del Corpo Forestale dello Stato che ha messo a disposizione il proprio personale ed un elicottero, è stato realizzato uno scambio coordinato di esemplari tra i Parchi Nazionalie del Gran Sasso e Monti della Laga, della Majella e dei Monti Sibillini. In particolare, due esemplari, tra cui un cucciolo di pochi mesi, sono stati trasferiti dall’area faunistica di Farindola, nel Parco Nazionale dei Gran Sasso a quello di Lama dei Peligni nella Majella sulla base del Programma di Riproduzione Controllata, che ha la funzione di assicurare la diversità genetica tra i soggetti ospitati in cattività. Contemporaneamente, una delle quattro femmine ospitate a Lama è stata trasferita nel Parco dei Monti Sibillini per essere liberata in natura e per raggiungere gli animali già reintrodotti negli ultimi due anni. Il progetto LIFE COORNATA “Development of coordinated protection measures for Apennine Chamois (Rupicapra Pyrenaica Ornata)” ha come obiettivo quello di svolgere diverse attività di sostegno ad una specie, quella del camoscio appenninico la cui popolazione è messa a rischio da una serie di fattori: decremento e destrutturazione del nucleo presente nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; numero e dimensioni limitate delle popolazioni e scarsa variabilità genetica; scarsa consistenza del nucleo presente sui Sibillini e interazioni sanitarie a rischio. Malgrado, infatti, precedenti progetti di conservazione, che avevano visto la collaborazione di Legambiente con i Parchi Nazionali del Gran Sasso e Monti della Laga, della Majella e dei Monti Sibillini, avevano conseguito l’obiettivo di implementare la specie nell’ecosistema appenninico, permangono ancora delle minacce in grado di vanificare la salvaguardia del camoscio sul lungo periodo. Il rinforzo della popolazione dei Sibillini in particolare è una delle azioni che caratterizzano il neonato Progetto LIFE per la conservazione e gestione coordinata della specie che prevede un importo di oltre 3 milioni di euro in buona parte cofinanziato dalla Comunità Europea.

L’area  storico-culturale ‘Atri-Cerrano’ a patrimonio dell’umanità

“Il progetto di riconoscimento dell’area di interesse storico-culturale ‘Atri-Cerrano’ a patrimonio dell’umanità, entrando così a far parte dei siti tutelati dall’Unesco, sarà sostenuto dalla Regione Abruzzo”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Nazario Pagano, che ha partecipato ieri sera alla cerimonia istituzionale organizzata nei locali della Torre di Cerrano per la presentazione della candidatura dell’area di interesse storico-culturale ‘Atri-Cerrano’ a “Sito Unesco”, con iscrizione alla World Heritage Sites List. “L’obiettivo – continua Pagano – è promuovere il territorio teramano compreso tra la Riserva dei Calanchi di Atri e l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, al cui interno rientrano la Città di Atri, l’area archeologica dell’antico Porto di Cerrano e gli altri elementi di interesse storico ed artistico presenti nel comprensorio. Sono elementi che – ha aggiunto il Presidente Pagano – possono essere valutate positivamente per avviare un percorso volto al riconoscimento da parte dell’Unesco come sito del patrimonio mondiale (World Heritage Site). L’Abruzzo deve puntare al turismo anche attraverso sinergie istituzionali come queste, che consentono – finisce il Presidente – di promuovere le nostre ricchezze naturali, artistiche e culturali fuori dai confini regionali”