Il PD chiede le dimissioni del CdA del Consorzio Rifiuti di Lanciano

Sono in 24 su 53, tutti di centrosinistra, i sindaci decisi a chiedere con atto formale, le dimissioni dell’attuale consiglio di amministrazione del Consorzio smaltimento rifiuti di Lanciano, eletto nell’ottobre dello scorso anno. L’iniziativa è stata ufficializzata questa mattina dal PD nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Lanciano, al Caffè ai Portici. Presenti il consigliere regionale ed ex assessore regionale all’Ambiente nella Giunta Del Turco, Franco Caramanico, il segretario provinciale Camillo Di Giuseppe, il vice segretario Chiara Zappalorto, il segretario del PD di Lanciano, Leo Marongiu, il capogruppo in Consiglio comunale, Franco Ferrante e Walter D’Amario, membro dell’esecutivo provinciale del partito. “Un organismo così importante e delicato non può essere gestito da chi è espressione di una sola corrente politica – ha detto a chiare lettere Di Giuseppe -. Il 1° ottobre 2009, nessun rappresentate dell’opposizione è stato eletto in quel CdA, e questo, sinceramente lascia moto pensare”. Una scelta precisa, secondo gli esponenti di centro sinistra. La spiega meglio nel suo intervento il capogruppo nel consiglio comunale di Lanciano, Franco Ferrante. “Vedete, la maggioranza che guida Lanciano ha seri problemi nell’approvazione del Piano Regolatore Generale. Per questa ragione ha pensato bene di togliere di mezzo alcuni assessori ‘ribelli’, come Gianpanfilo Tartaglia e Orazio Martelli, che ora sono nel cda del Consorzio Comprensoriale Rifiuti. Stessa operazione doveva essere fatta con il consiglio del Consorzio Ente Fiera di Lanciano, con il consigliere comunale Cesarino Bomba. La realtà è che questa città è in svendita al miglior offerente. Ci hanno tolto la Asl e ci hanno gettato negli occhi la realizzazione di un nuovo ospedale, che non si farà mai”. “E’ necessaria un’azione decisa e attenta da parte nostra a Lanciano – annuncia il segretario del Pd cittadino, Leo Marongiu -. Su Cerratina sono in atto delle manovre precise, tutte tese alla realizzazione di un inceneritore. Esiste un documento nel quale si parla espressamente di un termovalorizzatore nel nostro territorio ed è il Piano Strategico Intercomunale Lanciano-Atessa, costato 20mila euro”.

Dal canto suo, l’ex assessore regionale all’Ambiente, Franco Caramanico ha ricordato come il governo regionale abruzzese, invece di puntare agli inceneritori “propose un piano che teneva in debita considerazione il rispetto dell’ambiente e la salute dei cittadini. Noi indicavamo nella raccolta differenziata la miglior soluzione per l’Abruzzo”.

E a proposito di raccolta rifiuti, come già accennato in un precedente articolo, la discarica consortile di Cerratina, potrebbe veder anticipata la sua chiusura. Dai 3 anni previsti, l’esaurimento dell’impianto potrebbe arrivare tra 18 mesi: la ragione sta nel fatto che invece di accogliere 90mila tonnellate all’anno di rifiuti, ne conferisce al momento 150mila.