Sevel, un’altra giornata di sciopero. La Lista Civica Progetto Lanciano chiama in campo istituzioni e forze politiche

Un altro sabato all’insegna dell’astensione dal lavoro alla Sevel di Atessa, fabbrica del Ducato. Allo sciopero, dalle 9 alle 11 e dalle 15 alle 17, proclamato dalla Fiom Cgil provinciale di Chieti e dalle Rsu della Sevel, ha aderito circa il 70 per cento delle tute blu. L’azione di protesta è contro i contratti separati stipulati da Fim e Uilm ed altri sindacati con il gruppo Fiat.

Un braccio di ferro tra una parte dei sindacati e l’azienda torinese che sta suscitando più di una preoccupazione. L’ultima in ordine di tempo sul confronto è stata espressa dal candidato sindaco della Lista Civica Progetto Lanciano Pino Valente,  come “si sia arrivati ad un muro contro muro che non lascia presagire niente di buono per il nostro territorio. In questo fosco quadro, però, dobbiamo porre l’accento sulla pesante assenza dei politici nazionali, regionali, provinciali e territoriali che si sarebbero invece già dovuti attivare per disinnescare questo pericoloso scontro sociale. La Lista Civica Progetto Lanciano deve rilevare la totale incapacità di questa giunta regionale, Presidente Chiodi in testa, nell’affrontare la più importante vertenza sindacale regionale. L’Amministrazione regionale, ma anche provinciale aggiungiamo noi, non può far finta di non sapere che la Val di Sangro è stata per decenni la locomotiva economica d’Abruzzo, e che la Sevel di Atessa ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione di occupazione e ricchezza per tutta la nostra regione. La Lista Civica Progetto Lanciano pretende l’apertura di un tavolo di confronto tra i sindacati e la Sevel, con la mediazione della politica per arrivare ad una composizione di portatori di interessi contrapposti. Il candidato sindaco della Lista Civica Progetto Lanciano Pino Valente chiede anche che il tema dell’occupazione diventi la priorità dell’azione politica provinciale e regionale. Troppe sono le persone, giovani ed anche meno giovani, in cerca di occupazione che vivono nella disperazione per non riuscire a raggiungere la tanto agognata indipendenza economica. E’ necessario – conclude Valente – che, senza perder ulteriormente tempo, si concertino a livello locale, con l’intervento economico degli enti sovraordinati, azioni positive per la creazione di nuova occupazione. La politica locale non può rimanere insensibile innanzi a queste problematiche concentrandosi invece solo sulla gestione dell’ordinaria amministrazione”.

Finisce in parlamento la vertenza Atr di Colonnella

Per il salvataggio dell’Atr, l’azienda auto motive di Colonnella in amministrazione straordinaria,si tenta la carta Finmeccanica. Se ne farà promotore il parlamentare abruzzese dell’Idv Augusto Di Stanislao annunciandolo stamane in conferenza stampa. Il parlamentare dipietrista lunedì alla Camera, alle 16, parlerà del caso Atr mentre mercoledì alle 9 incontrerà i dirigenti Finmeccanica per un primo vertice cui seguirà un incontro – si spera a breve – con l’ad Pier Francesco Guarguaglini. ” Venti milioni di euro fanno ridere a Finmeccanica – dichiara Di Stanislao. Occorre muoversi per tempo perché la cassa integrazione per i 580 dipendenti scadrà a marzo. Il Governo deve fare da crocevia con gli investitori. In commissione difesa (di cui Di Stanislao e’ componente), abbiamo salvato aziende del settore aerospaziale ben più piccole. L’Atr di Colonnella, oltre a rappresentare un riferimento nazionale dell’hi tech del carbonio, occupa 580 lavoratori”. Il deputato dell’Idv ha intenzione di invitare Guarguaglini a Colonnella per fargli apprezzare l’azienda il cui bando di vendita e’ andato deserto anche se c’e’ interesse all’acquisizione. Di Stanislao affonda un duro attacco a Provincia di Teramo e Regione Abruzzo. “Una filiera istituzionale così forte (Regione Abruzzo e Provincia di Teramo) non riesce ad avere un incontro con le alte sfere del Governo e del ministero evitando di far scappare gli investitori. Ricordo al governatore Chiodi, all’assessore Gatti e al presidente provinciale Catarra che in Regione il sottoscritto fece approvare la legge d’istituzione del polo del carbonio proprio per ancorare il settore in Abruzzo.