A Lanciano prima edizione del festival jazz 2010 “Tune Up”

Concerto di apertura, giovedì 7 ottobre con il prestigioso quartetto  di sassofoni Accademia ( il Maestro Ennio Morricone ha scritto una composizione dedicata a loro), oltre 700 concerti all’attivo, con tournée in tutto il mondo. Il programma presentato in questa occasione, ruota intorno a diversi aspetti della cultura jazzistica. Venerdì 8 ottobre sarà la volta di uno dei più importanti esponenti della storia del jazz europeo ed italiano Roberto Gatto, accompagnato da Max Ionata e Luca Mannutza, due musicisti tra i più validi talenti del panorama jazzistico attuale. Si conclude il Festival sabato 9 ottobre con Lily Latuheru,  artista olandese accompagnata da una vigorosa ritmica ed un eccellente sassofonista. Il quintetto propone un viaggio onirico tra immortali standard jazz e ninnenanne provenienti dai quattro angoli del pianeta. La direzione artistica è affidata ad uno dei più eccellenti musicisti frentani, Walter Gaeta pianista e compositore che ha al suo attivo numerosi concerti in tutta Italia ed all’estero e vanta collaborazioni con Fabrizio Bosso, Max Ionata, Mike Rossi ed altri. Il livello artistico del festival lo si può scorgere attraverso i musicisti che vi prenderanno parte, jazzisti di caratura internazionale che daranno vita a concerti di altissimo valore culturale in uno dei luoghi più antichi e unici della città: l’Auditorium Diocleziano. Non di poca importanza l’attivazione del ‘Round Midnight, il dopo festival, affidato ai musicisti locali più interessanti e promettenti che si esibiranno nei vari locali della città. Tutti i concerti avranno inizio alle ore 21:15, mentre ‘Round Midnight, il dopo festival alle ore 23:15 circa. Tutti i concerti si terranno all’ Auditorium Diocleziano di Lanciano. Biglietto 5 euro, fino a 18 anni ingresso gratuito.

Buona cucina a Teramo

Territorio, appartenenza e fantasia cosmopolita. Tradizione, radici e creatività pura. Eredità di sapori familiare, casalinga, e tecniche nuove e raffinate. Tutti tasselli di quel grande puzzle che è la cucina contemporanea. Pilastri tutti indiscutibili, se presi uno a uno. Eppure, spesso contrapposti in derby e querelle artificiose e di dubbio risultato, a parte il colpo a effetto o la polemica strumentale e di risulta. Di certo, mai sinora pacificamente poste in costruttivo, sinergico e “assaggiabile”  confronto in un cooking show live, aperto, in contemporanea, tanto agli specialisti della cucina e della critica gastronomica che a un pubblico di semplici amatori e “utenti”. Casalinghi/e incluse.  Avverrà finalmente il 16 ottobre prossimo a Teramo. Dove quattro grandi chef hanno accettato di preparare e illustrare in pubblico quattro piatti totem (uno a testa) della generosa, colta, variegata cucina teramana, sorprendente arazzo di sapori frutto dell’incrocio di localismi profondi (montanari e marini, essendo Gran Sasso e Adriatico qui separati solo da una manciata di chilometri) e nuance francesi e spagnole, figlie entrambe della storia complessa dei luoghi. Salvatore Tassa, Mauro Uliassi, Ciccio Sultano, Niko Romito (l’unico abruzzese, ma di altra area) elencati in ordine di apparizione, tutti astri indiscussi e diversissimi del firmamento gastronomico, italiano e non solo, “dimostreranno” la loro personalissima versione della tiella di verdure, la porchetta teramana, le mazzarelle, la “pizza dolce”: piatti che ognuno di loro ha scelto, liberamente e in base alla propria sensibilità, dal ricettario fondamentale delle specialità locali incluso in “Teramo, il linguaggio dei sapori”, testo pubblicato quest’anno e firmato dai giornalisti e gastronomi Antonio Paolini e Roberto De Viti. Accanto ai magnifici 4, sul palcoscenico allestito nel parco dell’Istituto Regina Margherita di piazza Dante, in pieno centro storico, un team di cuochi cittadini (il Teramo Team, i “best 4” in città sempre secondo la selezione del libro citato) prepareranno in parallelo gli stessi piatti, attenendosi però alla ricetta originale. Cento fortunati per ogni ambo di ricette (d’autore e “storica”) potranno assaggiarne un test. Molti di più potranno assistere all’esibizione, aiutati da schermi e riprese ravvicinate dei particolari. Il giorno dopo, imprescindibili protagonisti, ecco a proscenio gli artigiani selezionatori e/o preparatori delle eccellenze locali “base”, le materie prime, gli ingredienti, le preparazioni e conserve più “profonde”, e che rendono inimitabile il gusto alla Teramana: erbe di montagna, ortaggi dei colli, tartufi e funghi della Laga, caprini e pecorini superbi, salumi speciali (ventricina su tutti), oli di cultivar autoctone, porchetta ineffabile (di Campli), tacchino disossato in gelatina (alla Canzanese) e mille cose ancora, in un Expo-mercato (stessa location del parco Regina Margherita) dal titolo eloquente: “La Città dei Sapori”. E che racconterà con dovizia (e gioia degli astanti) il tesoro nascosto che c’è dietro una grande cucina territoriale. A fare ambo con tutto il buono che c’è, tanto il primo che il secondo giorno, i vini delle Colline Teramane, una Docg (l’unica d’Abruzzo) e un mazzetto di Doc, “medaglie” per un terroir forte di splendidi vitigni autoctoni, a cominciare dalla “bandiera” Montepulciano.