Sanitopoli: chiesti non luogo a procedere per Angelini e proscioglimento di Domenici

E’ ripresa stamane, dopo la pausa estiva, l’udienza preliminare, davanti al Giudice per le udienze preliminari di Pescara, Angelo Zaccagnini, relativa all’inchiesta sulla cosiddetta sanitopoli abruzzese che, nel luglio del 2008, travolse la Giunta regionale di centrosinistra, con l’arresto dell’allora Governatore, Ottaviano Del Turco, di assessori e imprenditori (32 persone e 2 società). A far scattare gli arresti le dichiarazioni di Angelini che rivelò di aver pagato tangenti per 15 milioni di euro a politici di entrambi gli schieramenti in cambio di favori. A margine dell’udienza, caratterizzata dall’arringa dell’avvocato Sabatino Ciprietti, il difensore ha spiegato i motivi della sua richiesta. “Dagli atti non sussistono elementi di grande conforto a quella che è la posizione accusatoria’. L’avvocato ha aggiunto d’aver chiesto al gup Zaccagnini di non doversi procedere per Angelini perché “i fatti non sussistono e comunque non costituiscono reato e perché sono contraddittorie le impostazioni accusatorie”. Per Ciprietti “una cosa è l’Angelini concusso e una cosa sono le ipotesi accusatorie che vedono Angelini colpevole per altri fatti. Sono due fatti assolutamente distiniti. Angelini – ha proseguito- non ha mai ammesso o confessato di aver compiuto reati attinenti alla gestione dell’attività sanitaria. Ha confessato, ha detto soltanto di aver subito delle concussioni. Quindi sono fatti completamente distinti, rimane in piedi – ha concluso l’avvocato-l’accusa che Angelini fa nei confronti degli altri’.

Dopo Ciprietti è stata la volta dell’avvocato Francesco Carli, che ha chiesto il proscioglimento per il suo assistito, l’ex assessore regionale alla sanità del centro destra Vito Domenici. Secondo l’accusa Domenici, che nel 2008 finì agli arresti domiciliari’, avrebbe ottenuto da Vincenzo Angelini, ex proprietario della clinica privata Villa Pini, una tangente di 500 mila euro.