Fiom, riaprire confronto sulla Sevel

La CGIL Provinciale e Regionale, la FIOM CGIL Provinciale e Regionale, la componente FIOM CGIL della RSU SEVEL, hanno chiesto alla Sevel, all’Associazione Industriale di Chieti e alle altre rappresentante sindacali la convocazione urgente di un incontro sindacale. “La necessità di tale incontro- fa sapere Marco Di Rocco, segretario provinciale della Fiom Cgil – si rende necessario ed urgente in considerazione della situazione venutasi a creare nello stabilimento a causa della decisione assunta dalla direzione di stabilimento  di ricorrere allo straordinario di Sabato senza un minimo di confronto preventivo. Pertanto siamo a proporvi i seguenti argomenti di discussione: prospettive produttive del sito Sevel; la conferma del piano industriale insito nell’accordo del 2005; fabbisogno produttivo e occupazionale in relazione agli impegni assunti nell’accordo del 2005; erogazione del saldo del premio di risultato; carichi di lavoro e saturazioni individuali; verifica dell’attuazione del piano sulla sicurezza nei luoghi di lavoro secondo le normative vigenti.

La Fiom Cgil, intanto si preparara alla manifestazione nazionale dei metalmeccanici, che si svolgerà il prossimo 16 ottobre a Roma. Sono stati organizzati dei trasferimenti in autobus con partenze dalla Val Di Sangro, Lanciano, San Salvo, Vasto, Ortona e Chieti. 

Quattro milioni di euro per gli interventi anti-crisi

La Provincia di Teramo, fra le prime in Italia, si appresta a dare seguito al Protocollo d’Intesa sottoscritto lo scorso luglio dall’Unione delle Province Italiane e dal Ministero del Lavoro: un pacchetto di interventi che ha l’obiettivo di contrastare gli effetti della crisi economica favorendo lo sviluppo territoriale sostenibile e stimolando l’occupazione attraverso azioni specifiche rivolte alle imprese, ai disoccupati e ai lavoratori. Sono già disponibili circa 4 milioni di euro e la Provincia ha convocato associazioni di categoria e sindacati per programmare la spesa sulla base, si legge nella nota inviata dal Presidente: “delle esigenze, delle criticità e delle problematiche del tessuto produttivo teramano in maniera che le risorse europee rappresentino un concreto strumento a sostegno del mondo produttivo e delle politiche attive del lavoro”. L’intenzione annunciata dal Presidente è quella di “superare una gestione troppo spesso standardizzata dei finanziamenti del Fondo sociale europeo per intervenire, invece, con progetti che possano essere spesi al tavolo delle relazioni industriali, nei casi di crisi aziendali, a sostegno dei lavoratori che rischiano di uscire dal ciclo produttivo o che ne sono già usciti”. Le parti sociali sono state convocate per lunedì 11 ottobre (alle 9.30 le associazioni datoriale e alle 11.30 quelle sindacali) con l’intenzione “di concordare linee d’azione e prevedere un cronoprogramma ben definito sulle azioni da intraprendere nei prossimi mesi”. Un ruolo importante, nella programmazione e nella gestione delle azioni, sarà svolto dagli assessori Eva Guardiani e Ezio Vannucci, rispettivamente alle Attività produttive e al Lavoro.

Cgil L’Aquila: “Sul Centro ricerca Eni basta perdere tempo

“Ora basta. Giovedì il consiglio comunale – tutto il consiglio comunale, maggioranza e opposizione – dovrà dire agli aquilani come fare per evitare di buttare alle ortiche una grande occasione di crescita economica e sociale: il centro di ricerca sull’energia e sull’ambiente che il gruppo Eni vuol costruire in collaborazione con la nostra università”. Lo chiede con decisione Umberto Trasatti, segretario generale Cgil L’Aquila. “Il consiglio comunale dovrà spiegare a tutti i disoccupati, i cittadini e i giovani laureati perché le polemiche sulla scelta di Casale Calore, sui terreni di proprietà dell’Università, dovrebbero impedire di costruire il terzo centro ricerca italiano dell’Eni, un polo d’eccellenza con decine di laboratori e con una foresteria in grado di ospitare un centinaio di ricercatori. D’altra parte dietro questa diatriba (e dietro l’annuncio di una centrale termoelettrica che non si farà) questa città ha perso un anno di tempo, con il rischio di veder sfumare un investimento di 20 milioni di euro. Per quanto la riguarda, la Cgil provinciale fa sapere che questo centro ricerca si deve fare, a prescindere dal luogo in cui sorgerà, e che è necessario mettere fine alle polemiche e dare velocemente attuazione alle scelte. D’altra parte i consiglieri comunali, a partire da quelli che si lamentano perché il lavoro non c’è e la città langue nelle macerie, dovrebbero spiegare come si fa a rilanciare l’economia se si perdono anni e si gettano alle ortiche le occasioni migliori nei settori più innovativi, compreso un centro di ricerca sull’energia e sull’ambiente.

Coram Sud, a Montefino, sindacati preoccupati per i posti di lavoro

Crisi più grave del previsto per l’azienda metalmeccanica Coram Sud di Montefino, i cui titolari – nell’incontro svoltosi questa mattina nella sede dell’Assessorato al Lavoro alla presenza di istituzioni e sindacati – hanno annunciato che lasceranno lo stabilimento teramano e cederanno il ramo d’azienda ad altro imprenditore che ha già manifestato loro la disponibilità a proseguire l’attività. Nel corso dell’incontro i sindacati hanno ribadito “la preoccupazione connessa alla palesata flessione dell’attività produttiva, i cui riflessi si sono chiaramente manifestati su gran parte delle maestranze ben oltre le previsioni” ed hanno chiesto garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali. L’acuirsi della crisi, infatti, ha indotto l’azienda a decidere di lasciare il sito nonostante possa contare sulla cassa integrazione straordinaria, che interessa dal mese di gennaio i circa 50 dipendenti di Coram Sud. “Di fronte alla prospettiva di chiudere l’azienda – dichiara l’assessore alle Attività produttive, Ezio Vannucci – la speranza legata al subentro di un nuovo imprenditore non può che essere coltivata e favorita quanto più possibile. Il nostro impegno è quello di cercare di creare le condizioni per la prosecuzione dell’attività”. “Prendiamo atto della preoccupazione dei sindacati – afferma l’assessore al Lavoro, Eva Guardiani – che è poi la nostra stessa preoccupazione. L’auspicio è che la situazione possa evolvere in senso positivo e al riparo da imprevisti per i lavoratori ai quali, in ogni caso, vanno fornite adeguate tutele ”. Ha partecipato all’incontro anche il sindaco di Montefino, Ernesto Piccari, il quale ha espresso le preoccupazioni connesse al rischio della perdita di posti di lavoro e ribadito l’avvio delle verifiche per la rinuncia, da parte del Comune e con atto consiliare, all’opzione di acquisto sui terreni in cui insiste l’opificio. La Coram Sud era assistita dall’avvocato Paola Sorlini e dal direttore dell’Api Maurizio Tini, presente con il consulente Francesco Colaci. La Rsu era invece assistita da Giampiero Dozzi (Fiom-Cgil) e Antonio Liberatori (Fim-Cisl). Un nuovo incontro si terrà entro la fine del mese.