Grande distribuzione, Cgil e Cisl chiedono un tavolo sulle aperture domenicali

“In seguito alla modifica di Legge Regionale che continua a stimolare le  rivendicazioni  sindacali sostenute dalle storiche  manifestazioni con le lavoratrici della Filcams Cgil e della Fisascat Cisl (Uil si è esonerata dal manifestare), presso la sede del Consiglio Regionale D’Abruzzo, ci lascia perplessi e critici l’atteggiamento di qualche Organizzazione Sindacale che preme solo su qualche Azienda alla verifica  del numero concesso  di aperture domenicali, che di certo sono state richieste e concesse a tutta la grande distribuzione commerciale,  nel rispetto di una Legge di modifica di fatto applicata solo ed esclusivamente ad ingrassare gli introiti aziendali senza  soddisfare anche le motivate e legittime esigenze dei dipendenti”. E’ quanto evidenziano Sergio Aliprandi, della Filcams Cgil Chieti e Ernesto Magnifico, della Fisascat Cisl Chieti in una lettera inviata al Presidente Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio; al sindaco di S.Giovanni Teatino, Verino Caldarelli; al presidente della Confcommercio Provincia di Chieti, Angelo Allegrino e a quello della Confesercenti Provincia di Chieti, Patrizio La Penna.

“Rimanemmo allibiti, quando nel nuovo testo Legislativo Regionale non si intravedevano elementi di monitoraggio, controllo e sanzioni su chi e come dovesse intervenire a garanzia  del rispetto alla  “rotazione del riposo domenicale e/o infrasettimanale e l’assunzione obbligatoria“(Art.34). Di fatto la Legge è priva di elementi di diritto per farla applicare sui miglioramenti delle maestranze, come si è dimostrato nelle varie” Conferenze di Servizi Comunali” a cui abbiamo sempre partecipato. In tutte le ordinanze comunali dove la concertazione con le parti sindacali doveva produrre effetti di applicazione non solo della concessione delle deroghe domenicali, ma anche delle suddette norme a maggiore tutela dei dipendenti, hanno di fatto evidenziato l’incongruenza dell’applicabilità della Legge in quanto vi erano elementi non gestibili da una Legislazione  Regionale, poiché sono argomenti trattabili solo dalle parti datoriali e sindacali, tanto da essere sottoposta al giudizio dell’Avvocatura dello Stato. Nel frattempo però la parte normativa del calendario delle domeniche aggiuntive 2010/11 di competenza Legislativa Regionale viene applicata. A settembre 2010 la parte politica di opposizione al Consiglio Regionale richiedeva una interpretazione autentica ai fini applicativi di tutte le norme e la prima risposta ci fu rispetto alla chiusura infrasettimanale, determinando che: laddove non vi fosse stata concertazione tra le parti all’interno delle conferenze dei servizi, le aziende non potevano godere delle deroghe previste ,solo  il Comune di Lanciano di fatto è tornata sui suoi passi  mantenendo il calendario delle domeniche 2010 al numero delle 32+ 3(35) del 2009. Pur ribadendo in tutte le istanze di nostra competenza la ricerca di  migliori condizioni di lavoro dei dipendenti, appare inverosimile che qualche Organizzazione Sindacale  continui a sostenere una Legge che di fatto ha regalato alla distribuzione commerciale un maggior  numero di domeniche e non veda il peggioramento delle condizioni di lavoro e dei ritmi di lavoro, sarebbe di certo più utile interpellare la politica abruzzese ad un ripensamento interpretativo della Legge. Si richiede pertanto un tavolo concertativo provinciale al fine di stimolare soluzioni di merito”.