A Moltelsivano domani l’Assemblea delle Regioni d’Europa sullo sviluppo delle energie rinnovabili

Si apre domani a Montesilvano e durerà per due giorni l’Assemblea delle Regioni d’Europa, che ha sede a Strasburgo. Sono previsti nel centro adriatico trecento membri, provenienti da tutte le Regioni d’Europa, che parleranno dello sviluppo delle energie da fonte rinnovabile e del loro concreto inserimento nel territorio regionale. E’ la prima volta che l’Assemblea tiene i suoi lavori in Italia. La giornata del 7 ottobre, sarà dedicato alle attività interne dell’Aer, con gruppi di lavoro tematici in materia ambientale ed il Plenary Meeting della 1a Commissione AER, con nomina delle relative cariche amministrative. La sessione pubblica dell’8 ottobre, invece, servirà per la presentazione delle esperienze e delle buone pratiche regionali in materia energetica. La cooperazione interregionale è cruciale affinché si sostengano azioni sostenibili in tema di ambiente, energia e clima, di innovazione e sviluppo economico; il risultato atteso è un nuovo modo di pensare incentrato su sostenibilità ambientale e qualità di vita. La riunione di Montesilvano, segue di qualche ora una importante risoluzione presa dal Parlamento europeo (approvata con 601 voti favorevoli, 23 contrari e 13 astensioni), con la quale l’aula di Strasburgo chiede di rafforzare le norme che disciplinano la sicurezza nella trivellazione del petrolio e il risarcimento in caso di fuoriuscita, come avvenuto nel Golfo del Messico. Un invito a eliminare le lacune negli standard di sicurezza e di responsabilità. D’altro canto la preoccupazione nasce dal fatto che il petrolio facilmente accessibile è sempre più difficile da trovare e, quindi, si è assistito a un aumento potenzialmente pericoloso delle prospezioni e delle estrazioni in alto mare. La commissione per l’ambiente e numerosi parlamentari sono favorevoli a una moratoria sulle eventuali nuove prospezioni in alto mare, anche se, per dovere di cronaca, c’è da registrare che quando si è trattato di prendere posizione su quest’ultimo aspetto, la maggioranza dell’assemblea lo ha ritenuto un passo eccessivo e respinto con 323 contrari e 285 favorevoli. Per cercare comunque di limitare quanto più possibile quel tipo di attività, la Commissione europea sta riesaminando la legislazione dell’UE in materia di sicurezza e responsabilità. Anche perché i deputati si preoccupano, per esempio, che la direttiva sulla responsabilità ambientale (che garantisce che chi inquina paghi i danni), non include le piattaforme petrolifere. Una perdita di petrolio nelle acque europee sarebbe catastrofica non solo per l’ambiente, ma anche per attività come la pesca e il turismo. I deputati, quindi, hanno invitato la Commissione a istituire un regime assicurativo a livello europeo o un fondo di emergenza per coprire i rischi. Il Consiglio energia dell’Unione europea dovrebbe affrontare il tema della sicurezza delle piattaforme petrolifere il 15 ottobre prossimo, nella riunione di Lussemburgo.