Caccia, il governo impugna il calendario venatorio dell’Abruzzo. Botta e riposta WWF e Mauro Febbo

Il WWF , in una nota, plaude all’iniziativa del governo di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge 39/2010 con cui la Regione Abruzzo aveva varato il calendario venatorio. Il WWF aveva inviato ad agosto una precisa richiesta al Governo sollevando nei minimi dettagli “le gravissime violazioni delle normative comunitarie e nazionali contenute nella legge, con particolare riferimento ai periodi di caccia”. “Infatti – prosegue la nota – la legge regionale approvata il 3 agosto, su 30 specie cacciabili, per ben 12 prevede periodi di caccia più lunghi rispetto a quanto dettato dalla Commissione Europea. Inoltre l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, organismo nazionale delegato, tra l’altro, al controllo della programmazione venatoria) aveva chiesto alla Regione di introdurre particolari precauzioni su 15 delle 30 specie dichiarate cacciabili dalla Regione Abruzzo, ma quest’ultima non ha seguito queste indicazioni. La Regione ha varato il calendario venatorio direttamente con legge regionale dopo le due pesanti sconfitte al TAR dello scorso anno. Un escamotage per evitare nuovi ricorsi visto che le associazioni non possono impugnare davanti al tribunale amministrativo le leggi. Approfittando di questo fatto e infischiandosene delle precise osservazioni presentate dal WWF in consiglio regionale in commissione, anche durante un’audizione, hanno pensato bene di introdurre periodi di caccia completamente in contrasto con le normative comunitarie in materia di tutela delle specie. Il WWF ha subito inviato un dettagliatissimo documento al Governo chiedendo di impugnare queste norme. Nel frattempo – conclude la nota – Febbo ha continuato ad attaccarci. Ora dovrebbe chiederci scusa e ridare almeno la delega alla caccia visto che continua ad accumulare censure come mai si era verificato nella storia della caccia nella regione”. Domani, a latere della conferenza stampa sull’acqua in programma a Pescara alle ore 11 presso il Caffé Letterario, il WWF lancerà un appello” affinché la Regione Abruzzo torni immediatamente sui suoi passi anche perché la fauna che viene uccisa con le attuali norme regionali non può attendere i tempi del giudizio costituzionale”.

“Non credo debba scusarmi di nulla – ha subito replicato l’assessore Febbo, – in quanto, come già sa lo stesso WWF, la mia proposta di legge sul nuovo calendario venatorio è stata totalmente stravolta dal Consiglio regionale. Non solo ma quella stessa legge e’ stata votata in Consiglio da tutto il PD e la stessa Italia dei Valori non ha espresso dissenso decidendo di astenersi. In ogni caso – ha chiarito l’assessore – gli uffici del mio assessorato hanno subito mosso dei rilievi tanto è vero che, a tal proposito, esiste una proposta di legge di modifica che, dopo l’ok in Commissione, già due volte è andata all’esame del Consiglio ma non riesce ancora ad essere approvata”. In merito all’impugnazione da parte del Governo, l’assessore Febbo afferma che di non essere “affatto sorpreso poiché sono questioni che ben conoscevano e quindi non c’é nulla di trascendentale. Piuttosto – ha fatto notare l’assessore Febbo – per una volta, ed è questa l’unica novità, il WWF è d’accordo con il Governo Berlusconi”.