Governo: “La ricostruzione dell’Aquila va avanti”

“La ricotruzione va avanti, il governo è presente”. Così il sottosegretario Gianni Letta apre la conferenza stampa a Palazzo Chigi convocata per fare il punto sulla situazione a L’Aquila. All’incontro con la stampa, anche il governatore Gianni Chiodi. Letta ha spiegato come nella città, dopo una prima fase di emergenza gestita dalla protezione civile, è cominciata la “fase 2” della ricostruzione “quella che per legge è affidata al commissario di governo nominato nella persona del presidente della Regione”. Il che, ha detto il sottosegretario, non significa che il governo abbia abbandonato il territorio, non “vuol dire aver scaricato le responsabilità sul presidente della Regione, che tra l’altro opera per conto del governo”. La sua opera ha infine precisato Letta è costantemente seguita da una task force alla protezione civile. 
Il sottosegretario ha smorzato le polemiche sulle dimissioni di Cialente dopo la domina del nuovo subcommissario: “Mi dispiace che ci sia stata qualche polemica, anche perchè era stata da qualcuno male interpetato il senso della nomina del subcommissario Cicchetti. Già ieri a l’Aquila Bertolaso ed io abbiamo chiesto di ritirare le dimissioni, cosa che farò nella telefonata che subito dopo questa conferenza stampa gli farò”.
“Ci vorranno 10 anni per riavere il centro storico dell’Aquila con tutte le norme antisismiche: se si riuscisse a rispettare questa tempistica sarebbe un successo incredibile per il Paese – ha ribadito Guido Bertolaso. Il capo della Protezione civile ha spiegato che nelle zone dell’Abruzzo colpite dal terremoto dell’aprile 2009 “ci sono 2.059 imprese che lavorano in oltre 2.000 cantieri: sono fatti – ha sottolineato – che testimoniano che la ricostruzione è partita, sicuramente quel territorio è il più grande cantiere d’Europa. Altro problema è il centro storico dell’Aquila, dove la situazione è molto complessa, ma anche qui la ricostruzione è già partita”.

“Non è davvero un bel segnale, per chi vive, da amministratore e da cittadino, la difficile gestione dell’emergenza terremoto, assistere alla conferenza stampa che si è svolta a Roma, in assenza dei sindaci del cratere e, soprattutto, in assenza del sindaco dell’Aquila. Troppo facile scaricare sugli assenti ogni responsabilità di ritardi e inefficienze – commenta Stefania Pezzopane, responsabile nazionale per la Ricostruzione del PD – . Eppure, quante domande avremmo avuto da porre al commissario Chiodi, al sottosegretario Letta e al capo dipartimento Bertolaso. Domande, ma anche risposte, delle quali, evidentemente, si ha paura. Come ad esempio quella sulla dichiarazione forse più eclatante e più sconcertante nella sua falsità. Vale a dire che la ricostruzione dei centri storici, e in particolare quella del centro storico dell’Aquila, sarebbe ferma perché i Comuni non provvedono a elaborare i piani. Se fossimo stati presenti avremmo potuto rispondere che i piani non si possono fare perché mancano i finanziamenti, e le pubbliche amministrazioni non possono pianificare senza una previsione di spesa, così come mancano gli strumenti normativi, dal momento che siamo in ancora in presenza di una selva di ordinanze spesso in contraddizione tra loro, rispetto alle quali abbiamo chiesto più volte, inutilmente, di fare chiarezza attraverso una legge organica. Era del resto uno dei tanti problemi che ci hanno portato a manifestare a Roma, nel luglio scorso, e magari se, in quell’occasione, i signori che oggi parlano di terremoto ci avessero ricevuto, anziché mandare la celere a prenderci a randellate, ci avrebbero dato l’opportunità di spiegare cos’è questo terremoto. Ma oggi a Roma è andato invece in scena un monologo autocelebrativo senza contraddittorio, in cui si è glissato sulle 26mila persone che aspettano da febbraio il contributo di autonoma sistemazione, sulla vergognosa questione delle tasse, che restituiremo al 100 per cento, sui 70 anni che ci vorranno per smaltire la macerie (altro che ricostruzione!), sulla cassa integrazione aumentata dell’800 per cento, sui 700 alunni in meno che si sono iscritti nelle nostre scuole, che vuol dire 700 famiglie che se ne vanno, o giu di lì, sui 122 alloggi del fondo immobiliare promessi e mai consegnati, e intanto duemila persone sono ancora in albergo fuori città. I dati forniti sull’assistenza alla popolazione dal Commisasrio Chiodi, secondo cui sarebbero solo 600 le persone assistite, poi, sono farneticazioni smentite dal suo stesso ufficio stampa, che tre giorni fa ha diffuso l’ultimo report parlando di 55.584  assititi. Perché il commissario, il suo nuovo vice e tutti i signori che oggi si sono prodotti in un monolgo volutamente senza contraddittorio non vengono all’Aquila a parlare di terremoto? Siamo stufi di essere presi in giro e di essere strumentalizzati nei momenti in cui scende il consenso del premier. La nostra tragedia merita serietà e rispetto”.