Il Comune di Ortona dice no all’impianto rifiuti inerti contenenti amianto a Villa Pincione

“Non c’è un solo motivo per cui sostenere l’impianto di smaltimento di rifiuti inerti contenenti amianto che la ditta SMI intende realizzare a Villa Pincione. Questa assise esprime unanime contrarietà”. Così il Sindaco, Nicola Fratino, in apertura dei lavori del Consiglio Comunale convocato d’urgenza in seduta ordinaria aperta ed a cui hanno partecipato l’Assessore Regionale Mauro Febbo, il Capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Camillo D’Alessandro, l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Chieti, Eugenio Caporrella, una delegazione del comitato spontaneo NADA e Fabrizia Arduini del WWF. Questi i fatti: all’esito di un sopralluogo effettuato dal Comando dei VV.UU. e dalla responsabile dello Sportello Unico delle Attività Produttive del Comune di Ortona si riscontra un’attività di movimentazione terra per modificare l’invaso. In altre parole, la SMI ha avviato i lavori di adeguamento della discarica di Villa Pincione. Perché sono necessari lavori di adeguamento? L’autorizzazione rilasciata alla SMI per aprire la discarica di Villa Pincione è datata 11 aprile 2001. All’epoca l’amianto non era considerato “rifiuto pericoloso”. Nel 2003 cambia la normativa in materia. La SMI non adegua l’impianto ed è costretta a sospendere l’attività in quel sito. Secondo il Comune di Ortona, la sospensione dell’attività per mancato adeguamento dell’impianto determina la decadenza dell’autorizzazione. Una posizione difficile da sostenere se si consideri che un atto amministrativo decade se ciò lo prevede la legge e non per interpretazione. Di conseguenza, la richiesta avanzata nel 2005 dalla SMI, (di ripresa dell’attività nella discarica),  deve considerarsi una vera e propria richiesta di nuova autorizzazione, per ottenere la quale la procedura è diversa e più complessa. Anche tale aspetto, però, appare difficilmente sostenibile: se così fosse stato, la Regione non doveva far durare un procedimento cinque anni, ma chiuderlo molto prima, giudicandolo inammissibile. In questo lasso di tempo, il Consiglio Regionale ha approvato la L.R. del 02.08.2010 n.36, (di cui è primo firmatario l’assessore regionale Mauro Febbo), che all’art.1 comma 3 recita: “sono sospesi i procedimenti di rilascio delle autorizzazioni e gli effetti delle autorizzazioni già rilasciate per la realizzazione e l’esercizio di impianti di smaltimento di rifiuti contenenti amianto non ancora in funzione”. Questa legge è stata pubblicata sul BURA il 13.08.2010 ed è entrata in vigore il giorno successivo, il 14.08.2010. Al tirar delle somme questo non giova né al Comune, né ai cittadini, perché l’autorizzazione non è un atto normativo e, pertanto, è sufficiente che sia stata rilasciata prima dell’entrata in vigore della legge, indipendentemente dalla pubblicazione sul B.U.R.A., che avrebbe semplice funzione di informazione. In sede di Conferenza di Servizio, il Comune di Ortona ha sempre espresso la sua netta contrarietà alla discarica di amianto, presentando, peraltro, ricorso al TAR avverso alla VIA giudicato inammissibile. Ad oggi, il Comune di Ortona non ha ricevuto alcuna comunicazione di inizio lavori da parte della SMI che, deve essere precisato, non vi era tenuta essendo la Regione l’unico organo competente in materia, fa sapere di avere inoltrato l’informativa alla Regione Abruzzo, Direzione Protezione Civile e Ambiente, Servizio gestione rifiuti, all’attenzione di Franco Gerardini, dirigente del settore rifiuti della Regione. Nella nota la SMI comunica, correttamente, che i lavori sarebbero iniziati il 16.08.2010, quindi in data successiva all’entrata in vigore della L.R. n. 36 che sospende, di fatto, l’autorizzazione della SMI., ma, come detto in precedenza, tale tesi serve solo a placare gli animi dei cittadini, ma in realtà non è giuridicamente sostenibile essendo stata rilasciata in data anteriore all’approvazione e pubblicazione della Legge. In ogni caso, a tal riguardo, pare che Gerardini abbia chiesto un parere all’Avvocatura regionale. Ricordiamo che si è in attesa del Piano di settore che stabilisce i criteri per individuare i luoghi e gli impianti idonei per la realizzazione e l’esercizio di impianti di smaltimento di rifiuti inerti contenenti amianto. Tale piano deve essere emanato dalla Giunta regionale entro 120 giorni dall’entrata in vigore della L.R. n. 36. Ed allora è lecito chiedersi dove possa trovare questi siti nella nostra Regione che a ovest è quasi tutta soggetta a vincoli di Parco e a Est è quasi tutta costa.