Valorizziamo l’Osservatorio Astronomico. Lo chiede il Partito della Lega Nord Abruzzo-Teramo

L’Astronomia e l’Astrofisica dell’Osservatorio Astronomico Inaf “Vincenzo Cerulli” di Teramo (Collurania) sono un patrimonio culturale, economico e sociale di tutti i cittadini, uno scrigno di conoscenza, alta formazione, ricerca, informazione e divulgazione scientifiche assolutamente da difendere e promuovere sul nostro territorio, nel nome della libera scienza, in piena indipendenza. Il Partito della Lega Nord Abruzzo-Teramo dice NO a qualsiasi forma di accorpamento della Specola di Collurania; NO alla perdita di autonomia dell’Osservatorio; NO alla presunzione di quanti credono di sapere tutto su Collurania. Collurania non è un ramo secco da tagliare, ma un Istituto di Scienze del Cosmo da valorizzare, dove l’innovazione tecnologica è di casa.  La Politica non può più tacere. Il Partito della Lega Nord Abruzzo-Teramo si farà promotore del progetto legislativo di fondazione di un Dipartimento e di una Facoltà di Astronomia dell’Università di  Teramo, chiamando a raccolta tutte le forze intellettuali della Città e della Provincia di Teramo. Occorre potenziare, tra l’altro, la strumentazione scientifica inquadrando l’Osservatorio nella rete globale di ricerca attiva (ottico-infrarosso) di asteroidi e comete potenzialmente pericolosi per la Terra, in collaborazione con le più prestigiose agenzie spaziali governative mondiali, in primis la Nasa, l’Esa e l’Asi. Senza progetti, logicamente i soldi non esistono. È francamente ridicolo l’atteggiamento di quanti si ostinano romanticamente a dichiarare un “amore politico” per l’Astronomia di Collurania soltanto a parole, senza produrre fatti concreti, magari accontentandosi della solita rimessa passiva per salvare il salvabile all’ultimo istante, senza una chiara visione del futuro di una struttura scientifica e tecnologica strategica per l’Abruzzo e la nostra economia assetata di innovazione in ogni campo. La Lega Nord Abruzzo-Teramo intende offrire una chiara visione concreta del futuro di Collurania. Occorre impegnarsi per promuovere nelle opportune Sedi questo decisivo cambio di rotta nella politica scientifica universitaria aprutina verso la Specola di Collurania, i suoi scienziati e ricercatori, in collaborazione con tutti gli attori istituzionali, per poter realizzare la totale indipendenza istituzionale  dell’Osservatorio nella sua Università. Le straordinarie potenzialità scientifiche e tecnologiche della Specola di Collurania sono evidenti ai giovani astronomi di tutto il mondo sia sotto il profilo educativo sia della ricerca di eccellenza: i progetti e le pubblicazioni in corso lo dimostrano ampiamente. Tuttavia chi decide le sorti di Collurania pare non le conosca affatto. Unica in Italia a non aver visto sorgere, in 120 anni di storia dalla sua fondazione, un Dipartimento e una Facoltà di Astronomia che nell’Accademia aprutina ne ancorasse, radicasse e celebrasse le potenzialità e l’amore per la libera scienza, la Specola di Teramo merita il giusto riconoscimento istituzionale accademico fondato essenzialmente sul rispetto delle volontà di Vincenzo Cerulli, incise a caratteri cubitali nel suo testamento intellettuale.

Una libera avventura scientifica iniziata nel 1890 grazie al suo genio “per dimostrare tutto il suo attaccamento alla scienza ed alla pubblica istruzione, la gran leva del progresso e del vivere civile, e per mettere in attuazione uno dei desiderati della scienza che le Specole…, impegnate direttamente in ricerche scientifiche vengano edificate non nelle grandi città ma in luoghi lontani da centri molto popolati e che godano quindi di una perfetta trasparenza atmosferica”.

La fondazione di un Dipartimento e di una Facoltà di Astronomia nella nostra Università di Teramo, che sia diretta espressione del lavoro scientifico prodotto dai ricercatori della nostra Specola, non può più attendere oltre.  L’Osservatorio di Collurania, situato su un colle a 5 chilometri dalla Città di Teramo, è stato fondato da Vincenzo Cerulli nel 1890, che lo ha donato allo stato nel 1917, col vincolo della ricerca nel campo astronomico. La mancanza di una Università di riferimento, problema già evidenziato dal Cerulli, certamente in questi anni non è stata un limite all’attività di alta formazione nel campo delle discipline astronomiche, caratterizzata dalla possibilità di accesso per gli studenti e gli specializzandi alle strutture osservative di Teramo e di Campo Imperatore. Grazie a questi sforzi, negli ultimi anni la produzione scientifica dell’Osservatorio di Teramo è andata rapidamente aumentando, attestandosi sui massimi livelli espressi nelle strutture afferenti all’Istituto Nazionale di Astrofisica.  Tuttavia la concorrenza scientifica e tecnologica internazionale impone un decisivo salto di qualità: l’indipendenza istituzionale della Specola di Collurania nella sua Università. Parallelamente va risolto il problema dell’inquinamento luminoso cittadino e provinciale che minano l’attività scientifica della Specola.

Certamente da rivalutare e finanziare opportunamente sono gli studi di Planetologia a Collurania, avvalendosi di scienziati e ricercatori professionisti. I Corpi Minori del Sistema Solare sono sempre stati cari a tutti i Direttori della Specola che si sono succeduti negli ultimi 100 anni. E’ una linea di ricerca molto importante e promettente, facilmente attuabile alla luce delle politiche spaziali in corso presso tutte le più importanti agenzie scientifiche governative (a cominciare dalle Nazioni Unite) per il controllo preventivo h/24 delle orbite di asteroidi, meteoriti e comete potenzialmente in grado di devastare la Terra e la nostra civiltà. Anche in questo campo il ruolo di Collurania può essere decisivo, alla luce dei promettenti sviluppi dell’Astronomia infrarossa, punta di diamante della Specola aprutina. E i giovani hanno bisogno di stimoli intellettuali per crescere nella loro vocazione astronomica ed astrofisica. Parallelamente, in un contesto di forte competitività scientifica, il futuro dell’Osservatorio Inaf di Teramo e dei suoi ricercatori, è decisamente legato all’Accademia internazionale, ossia alla produzione scientifica di eccellenza, alla ricerca scientifica e tecnologica pubblica di assoluta qualità, in collaborazione con il Laboratorio Nazionale del Gran Sasso dell’Infn e l’Osservatorio Astronomico di Campo Imperatore. La via, in verità, è già stata tracciata 120 anni fa dall’astronomo Vincenzo Cerulli, padre della Ipotesi ottica delle macchie di Marte. Caso unico in Italia tra gli Osservatori astronomici pubblici, la Specola aprutina è nata per amore della libera scienza di un privato cittadino. E le visite all’Osservatorio di Collurania contano migliaia di  presenze ogni anno, segno del risveglio crescente della passione per le stelle vere.