4 alpini morti in Afghanistan in un attentato. Ferita gravemente una penna nera abruzzese

Tragico bilancio di un attacco subito oggi da un convoglio militare italiano in Afghanistan: quattro alpini sono morti. Un quinto, Luca Cornacchia, nato a Pescina nel marzo 1979, sposato, è rimasto ferito. Secondo quanto si apprende è in gravi condizioni ma non sarebbe in pericolo di vita.

Oggi alle 9.45 locali, un ordigno esploso al passaggio di un convoglio ha causato la morte di quattro militari e il ferimento grave di un quinto, tutti di nazionalita’ italiana. Cornacchia è stato immediatamente evacuato con elicotteri di ISAF. L’esplosione – avvenuta nel distretto di Gulistan, a circa 200 km a est di Farah, al confine con l’Helmand – è stata seguita da uno scontro a fuoco che ha visto i militari italiani mettere in fuga gli aggressori. I cinque si trovavano a bordo di un veicolo blindato Lince che faceva parte del dispositivo di scorta a un convoglio di 70 camion civili che rientravano verso ovest dopo aver trasportato materiali per l’allestimento della base operativa avanzata di Gulistan, denominata ‘Ice’. Uno dei quattro militari italiani uccisi oggi in Afghanistan è siciliano, si chiamava Sebastiano Ville ed era originario di Lentini. Sebastiano Ville aveva 27 e il grado di maresciallo. Faceva parte degli alpini e la sua base era in Veneto, a Belluno. Altri due soldati uccisi si chiamavano Gianmarco Manca, di Alghero, 32 anni, e Marco Pedone, di di Patu’ (Lecce), di 23 anni. Entrambi erano caporali maggiori e celibi. La quarta vittima è Francesco Vannozzi, caporalmaggiore, nato a Pisa nel marzo del 1984, celibe. Con i quattro caduti di oggi, sale a 34 il numero delle vittime italiane in Afghanistan.

Cornacchia  era alla seconda missione in Afghanistan ed era considerato un esperto in quanto aveva già partecipato ad altre otto missioni internazionali. Presta servizio nell’Esercito da dieci anni. La notizia del suo ferimento è stata data alla moglie dallo Stato Maggiore dell’Esercito, mentre i genitori ( Domenico e Cesidia) hanno ricevuto la notizia dal Comando regionale Abruzzo dell’Esercito, per il tramite del colonnello Remigio De Meo.