I sindaci del PD del chietino: “Zavattaro si dimetta”

Chiedono le dimissioni di Zavattaro i sindaci del Partito Democratico della provincia di Chieti. E lo fanno sulla base di motivazioni certamente non dettate da motivazioni politiche, quanto invece perché “la sanità nel chietino è al collasso. Altro che servizi, qui siamo di fronte all’emergenza – dice senza mezzi termini il segretario provinciale Camillo Di Giuseppe, sindaco di Altino nell’incontro con la stampa tenutosi stamani presso il Caffè ai Portici di Lanciano. Insieme a Di Giuseppe, i primi cittadini del PD di Gessopalena, Frisa, Taranta Peligna, Roccascalegna, Sant’Eusanio del Sangro, del vastese -. Le affermazioni fatte dal manager qui a Lanciano (Zavattaro, nel corso dei una riunione di medici di base a Lanciano aveva affermato che in caso di necessità non si sarebbe fatto curare in una struttura del chietino, ndr) dimostrano quanto rispetto abbia Zavattaro per i nostri medici e per quanti lavorano negli ospedali del nostro territorio. Ma non è stato l’unico. Nello scorso aprile anche il Commissario per la Sanità del Governo, la Baraldi, usò stessi termini. Chiaro che di fronte a queste considerazioni c’è da ritenere di essere di fronte ad una precisa volontà che penalizza la sanità nel chietino. I numeri d’altro canto, lo confermano, dal momento che al Renzetti di Lanciano si opera meno che in passato. Non va meglio neanche nel settore amministrativo. Negli uffici della Asl lancianese non ci si capisce più nulla. Noi vogliamo che per la sanità regionale si faccia un balzo in avanti”. Ancor più esplicito il sindaco di Gessopalena, Antonio Innaurato. “Hanno fatto un piano di riordino senza pensare a cosa sarebbe avvenuto. Davvero strano che se da una parte il servizio pubblico accusa oggi affanni nel nostro territorio, spuntano strutture private capaci di offrire quei servizi che i nostri ospedali non riescono a garantire”. E a proposito di reparti che non funzionano, il segretario del PD di Lanciano, Leo Marongiu denuncia che il reparto parti indolore è stato spostato da Lanciano ad Ortona. C’è la volontà di ridurre il Renzetti e questo è inaccettabile”.

“Zavattaro evidentemente non conosce le realtà dei piccoli ospedali di provincia, dove operano professionisti seri e competenti,in reparti che
funzionano come cliniche private nonostante i continui e progressivi
tagli al comparto – fa sapere in una nota il vicepresidente della Commissione Sanità della Regione Abruzzo, Paolo Palomba(IdV). Le sue recenti affermazioni che pesano come macigni, – continua il consigliere regionale dell’Italia dei Valori – non rendono giustizia a medici, infermieri, operatori sanitari che quotidianamente dedicano la propria competenza e la propria dedizione ai pazienti, al territorio. Nella mia occupazione di informatore medico prima, e di vicepresidente della commissione Sanità in Regione oggi, ho avuto modo di constatare la qualità dei servizi sanitari erogata in provincia, anche nei piccoli ospedali. A differenza di Zavattaro, che probabilmente non conosce bene i piccoli ospedali che definirei di frontiera, io mi farei curare da quei medici e mi rivolgerei senza esitazioni a quelle strutture. E’ mia intenzione ribadire pubblicamente piena fiducia e stima a tutto il personale, medico e paramedico, in servizio presso i piccoli ospedali. Quelle strutture, per centinaia di migliaia di cittadini abruzzesi, in particolare per chi vive nei comuni montani, rappresentano l’unico modo per avere delle prestazioni sanitarie, anche di primo soccorso, in un tempo ragionevole. Tagliarle, amputarle di reparti, significa condannare a morte quelle popolazioni. Zavattaro, che vive altrove, evidentemente non ha di questi problemi».

 “Sono indignato – dichiara Walter Caporale, capogruppo dei Verdi in Consiglio regionale -. Se potessi scegliere chi deve gestire gli ospedali del Chietino sceglierei un manager che crede nell’azienda! Zavattaro non da soluzioni e viene strapagato dai cittadini abruzzesi per offendere l’operato di tanti medici, infermieri e lavoratori onesti e preparati? Se potessi scegliere licenzierei Zavattaro! La Giunta Regionale prenda provvedimenti e revochi l’incarico. Ho presentato un’interpellanza regionale in cui chiedo alla Giunta e all’Assessore competente  -se c’è l’Assessore alla Sanità!– di dare spiegazioni in merito alla infelice battuta del manager Zavattaro e per sapere quali atti intendano porre in essere in merito”.

Attacchi ai quali il manager Zavattaro risponde. “Se non avessi avuto fiducia negli abruzzesi e nelle capacità degli operatori della sanità non sarei venuto fin qui a lavorare insieme a loro per i cittadini di questa regione. Per questo ritengo che si sia scatenato un inutile putiferio su una metafora chiaramente paradossale, citata perché questa Direzione ha in testa un progetto ambizioso: rendere l’assistenza in questa territorio pari a quella prestata negli ospedali delle regioni virtuose, ai quali si rivolgono molti dei nostri utenti, e che rappresentano pertanto un modello di efficienza a cui ispirarsi”. Il manager della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro, non ci sta a passare per colui che ha offeso le strutture sanitarie e il lavoro degli operatori del proprio territorio, ritenuto invece ancor più apprezzabile perché svolto in condizioni sicuramente difficili: “La frase sotto accusa era inserita in un contesto di analisi – aggiunge – nel quale si poneva l’accento sull’esistenza di una rete uniforme e indistinta, dove tutti fanno un pò di tutto, che non tutela realmente nessuno; di qui la necessità di specializzare concentrando le attività, così da garantire numeri e pratica che fanno la forza di una struttura offrendo una risposta di qualità all’utenza. In questo senso la nostra idea è quella di costruire un’organizzazione che faccia compiere un salto di qualità ai nostri assistiti, e che crei condizioni di uguaglianza non tra questo e quell’ospedale, ma tra il nostro sistema sanitario e quello di altre regioni che continuano ad attrarre i nostri pazienti. Un progetto che desideriamo realizzare insieme agli operatori, il cui contributo è fondamentale, ed è per questo che abbiamo accolto con favore la costituzione del Comitato “Cuore” a Lanciano, espressione di un folto gruppo di medici, infermieri, tecnici che hanno voglia di lavorare, crescere, progettare, con cui abbiamo già avviato un costruttivo confronto che produrrà sicuramente risultati positivi per l’ospedale e per la salute dei cittadini. La sfida è far compiere un salto di qualità alle nostre strutture e alla sanità di questo territorio, che non si realizza certo replicando le attività ovunque per fare tutti contenti, come invece testimonia la storia di questa regione: si potrà crescere e dare ai nostri assistiti pari diritti e opportunità di salute solo importando modelli organizzativi più efficienti, che altrove funzionano e che hanno fatto la fortuna di altre realtà e dei cittadini che ricevono risposte assai qualificate ai loro bisogni. E’ questo l’unico obiettivo che ho in mente, e che intendo realizzare con il contributo di chi ha voglia di raccogliere questa sfida. Mi auguro – conclude il manager – che più che ai toni coloriti che uso nelle riunioni di lavoro, quale era appunto quella di Lanciano, venga prestata attenzione al progetto, che mira a costruire un sistema di equità sostanziale nel campo della salute”.