Sarno (UIL PA Penitenziari) sui suicidi consumati e tentati nelle carceri: “Dati terrificanti”

Il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari, Eugenio Sarno, torna sul dramma delle auto soppressioni, commentando i dati sui tentati suicidi in cella verificatisi dal 1 gennaio al 30 settembre 2010. Dati che preoccupano e meritano la massima attenzione. “Se da un lato i 54 suicidi nelle celle di questo funebre 2010 danno conto di  un sistema oramai impotente che corre dritto  verso il baratro, dall’altro i 911 tentati suicidi a tutto il 30 settembre sono la certificazione del livello di degrado, disumanità, inciviltà ed illegalità che connota l’universo penitenziario italiano. Occorre premettere e precisare che statisticamente circa il 50% degli eventi rubricati come tentati suicidi possono essere considerati gesti dimostrativi. Ciò non toglie che siano circa 500 le tentate autosoppressioni con la dichiarata volontà del suicidio. E’ un dato terrificante che non può non far riflettere – avverte Sarno -. E’ da tempo che sosteniamo come la polizia penitenziaria sia precipuamente impegnata nell’impedire le evasioni dalla vita da parte dei detenuti. E’ un impegno encomiabile di cui non parla quasi mai nessuno. Eppure sino ad oggi abbiamo monitorato per via diretta il salvataggio di circa 175 detenuti da parte dei poliziotti penitenziari, non è escluso, perciò, che siano molti di più. Purtroppo la grave deficienza organica (meno 6500 unità) del Corpo non trova soluzione in atti parlamentari, al netto delle favolette che ad intermittenza ci vengono propinate. Questo significa – prosegue Sarno – che i livelli di sicurezza travalicano ogni previsto limite minimo. Non solo, quindi, la polizia penitenziaria non può adempiere al compito costituzionale della rieducazione e del reinserimento,  quant’anche ha difficoltà  persino garantire la mera sorveglianza. E la smettano di raccontare anche la storiella dei nuovi posti. Avranno pure edificato qualche padiglione e aperto qualche nuovo carcere, ma non hanno pensato ad assumere il personale per attivare queste strutture che infatti sono chiuse o operano scartamento ridotto. Per questo auspichiamo che  il Governo analizzi con responsabilità l’eventualità di ricorrere ad un decreto legge per consentire la copertura, seppur minima e parziale, degli organici di polizia penitenziaria. Oltremodo è necessario implementare gli organici degli educatori e degli assistenti sociali perché possano, concretamente, adempiere agli insostituibili compiti di osservazione. Senza tali figure nessuna prevenzione può essere messa in atto ed i fenomeni delle autosoppressioni sono destinati ad aumentare. Non c’è peggior rischio che avere detenuti abbandonati, non seguiti e costretti all’ozio. In tali circostanze è dimostrato che ci si concentra su atti violenti verso altri o verso se stessi,  fino ad arrivare a pianificare le evasioni perpetue dalla vita”.

La UIL PA Penitenziari  fornisce le “classifiche” delle realtà penitenziarie più esposte sul fronte dei tentati suicidi. Nelle prime dieci posizioni, dal 1 gennaio al 30 settembre 2010, si rilevano gli istituti di: Livorno (40), Lecce (36), Napoli Poggioreale (29), Roma Rebibbia (27), Napoli Secondigliano (26), Cagliari (24), Pisa (21), Milano San Vittore (21), Firenze Sollicciano (20) e Como (18). Per quanto attiene le regioni: la palma di capofila va alla Toscana (141) seguita da Sicilia (91), Lombardia (90) e Campania (89). Sono nella totalità dei casi – sottolinea il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari – realtà più volte attenzionate e debitamente segnalate all’Amministrazione Penitenziaria. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Speriamo che il Capo del DAP recuperi il senso del suo mandato e cominci seriamente ad occuparsi del sistema che è stato chiamato a gestire. Analogamente riteniamo che il Ministro Alfano non potrà consentirsi ulteriori disattenzioni e distrazioni sulle carceri, altrimenti  sarà inevitabile  che passi alla storia come il guardasigilli  più assente e più disattento della storia penitenziaria moderna”

Ma qual è la situazione in Abruzzo? Basta scorrere la tabella per scoprirlo:

Istituto Tentati suicidi monitorati al 30 settembre 2010 Suicidi rilevati al           12 ottobre 2010
CHIETI    
LANCIANO    
L’AQUILA 5  
PESCARA    
SULMONA 11 2
TERAMO 14 1
VASTO    
Totali 30 3