Ammortizzatori in deroga: migliaia di abruzzesi a rischio

La CGIL nazionale ha chiesto al Governo un tavolo di confronto per stabilire la prosecuzione del finanziamento degli ammortizzatori in deroga per tutto il 2011. Il 31 Dicembre 2010 cessano gli effetti dell’accordo Governo – Regioni del 12 Febbraio 2009. La gravità della crisi e le ripercussioni sull’occupazione, che partono da quell’accordo, sono tuttora in atto, come dimostrano i dati INPS sulla Cassa Integrazione. In Abruzzo la situazione è peggiore di quella nazionale, sia in relazione ai licenziamenti (30.000/trentamila negli ultimi anni), sia rispetto ai livelli di Cassa Integrazione raggiunti. E’ evidente quindi che senza la proroga degli ammortizzatori in deroga si rischia il licenziamento di ulteriori 4/5 mila Lavoratori. Siamo di fronte ad una situazione di vera crisi del lavoro, poiché si perdono per la prima volta posti di lavoro sia nel pubblico che nel privato.  Basti pensare che nella scuola andranno persi a regime, per effetto della riforma Gelmini,  circa seimila posti di lavoro. Per queste ragioni la CGIL Abruzzo chiede al Governo e al Presidente della Giunta Regionale, di rifinanziare subito gli ammortizzatori in deroga ed individuare interventi straordinari a favore dell’occupazione. Ribadisce infine la necessità del superamento del tetto ai 10.000 lavoratori in mobilità, che potranno andare in pensione con le vecchie regole, imposto dal Governo nella manovra economica. In Abruzzo sono oltre 3.000, in Italia oltre 100.000, quelli che hanno maturato i requisiti. Se non si supera la norma, siamo di fronte ad una vera lotteria!

La Uil sulla finanziaria regionale 

Si è svolto all’Aquila un incontro tecnico con le parti sociali sul DPEFR 2011-2013, che hanno chiesto il confronto politico con la Giunta Regionale. Secondo la Uil Abruzzo, l’occasione del documento di programmazione per il prossimo triennio non può essere una scadenza solo burocratica, ma deve essere colta per condividere un programma operativo di cose che non si possono non fare e di problemi che non si possono ignorare, scongiurando il rischio che anche questa legislatura non riesca ad affrontare adeguatamente i nodi che hanno bloccato lo sviluppo regionale.  Alle domande di fondo su cosa fare nel prossimo triennio devono rispondere il Presidente Chiodi e la sua Giunta. Compreso l’Assessore al Bilancio, che sinora non ha tenuto fede all’impegno di confrontarsi con le parti sociale, che assunse nell’incontro di presentazione, l’unico cui abbia partecipato. Riassumiamo le questioni prioritarie secondo la Uil Abruzzo: che fine ha fatto il Master Plan? Non basta che si sblocchi il FAS, bisogna contestualmente che si assicuri un flusso di risorse sugli obbiettivi contenuti nel Master Plan (Sevel, Micron, Automotive, Agro-Alimentare, ICT, Chimica, Bonifiche Industriali, Edilizia Sostenibile, Energie Rinnovabili, Protocollo Valle Peligna e Abruzzo Interno, etc). In caso contrario, salta la strategia di allocazione delle risorse propugnata dal Presidente Chiodi. Qual è il piano di ripristino della quota FAS impegnata per la Sanità? Quando si raggiunge il pareggio dei conti della sanità? Quando si abbassano le tasse (addizionale regionale Irpef ed Irap) scattate a causa dell’extra-deficit sanitario? Perché nel DPEFR si scrive che le tasse aggiuntive servono a pagare le cartolarizzazioni? Una simile impostazione fa sospettare che le tasse aggiuntive non verranno meno con il pareggio dei conti della sanità, ma si protrarranno negli anni fino alla fine del pagamento delle cartolarizzazioni. Ci sono idee per aumentare le entrate nel Bilancio regionale? C’è una strategia per evitare che l’introduzione del Federalismo fiscale sia rovinosa per l’Abruzzo? Anche le proiezioni meno drammatiche dicono che Abruzzo e Molise sono le due regioni che, allo stato attuale delle cose, pagheranno il prezzo più alto: cosa si pensa di fare nel prossimo triennio per scongiurare questi pericoli? Qual è il programma di realizzazione della sanità sul territorio, alternativa all’uso improprio dell’ospedale? Il DPEFR contiene solo principi, ormai scontati. Conosciamo i tagli e le chiusure, vorremmo conoscere le tappe delle riconversioni e gli investimenti per riorganizzare il servizio sanitario regionale. Perché il DPEFR non parla della ricostruzione/rinascita post-sisma? È un tema che deve essere interconnesso con tutti gli

Menna (UDC) condanna l’aggressione alla Cisl di Teramo

“Ho seguito con crescente preoccupazione le recenti intemperanze commesse a danno della Cisl, – uno dei sindacati più rappresentativi e radicati nel territorio nazionale – e del suo stimato e autorevole segretario generale Raffaele Bonanni, peraltro nostro corregionale, da tempo impegnato in un lavoro improbo di rifondazione e rivalutazione della presenza sindacale. Si tratta di episodi deplorevoli che minano la convivenza civile e indeboliscono il sistema democratico del nostro Paese. Per queste ragioni, a nome personale e del gruppo Udc al Consiglio regionale, esprimo la più sentita solidarietà alla Cisl e al suo segretario Raffaele Bonanni, il cui impegno nella società civile è garanzia di pluralismo, di rispetto dei diritti e della dignità di tutti i lavoratori, nel solco di una storia che ha visto la Cisl protagonista di primo piano del movimento sindacale italiano ed europeo”. Con queste parole, Antonio Menna, capogruppo Udc al Consiglio regionale ha commentato i recenti episodi di intimidazione di cui la Cisl e Raffaele Bonanni sono stati oggetto per opera di inqualificabili facinorosi. “La questione merita tutta la nostra attenzione e dimostra che non è ammissibile abbassare la guardia sul fronte dell’impegno sociale e della partecipazione perché cellule che distorcono la realtà e disprezzano il valore degli ideali, si annidano nel tessuto sociale, alimentando sentimenti negativi e perseguendo la sovversione della pace sociale. E’ dovere delle istituzioni a tutti i livelli vigilare, sostenere quanti operano per il bene comune e dare segno di una presenza tangibile, fattiva e persistente, in modo che queste situazioni di disagio e di apprensione siano represse nel nome della crescita civile e culturale del nostro Paese”.       

Elezioni Rsu alla Irma e Magneti Marelli

Si sono svolte ieri le elezioni della RSU in IRMA ed in Magneti Marelli (ex Ergom), stabilimenti di Atessa che producono rispettivamente stampaggio lamiera e plance-serbatoi per la SEVEL.  La FIOM-CGIL vince in entrambi gli stabilimenti ed elegge la maggioranza della RSU in entrambi i siti. Il restanti delegati vengono eletti dalla FIM-CISL. La lista della FIOM CGIL ottiene quindi la maggioranza dei consensi dei lavoratori, un risultato estremamente positivo. La Marelli e la IRMA , rappresentano un importante banco di prova nella provincia di Chieti, per le dimensioni delle aziende e per la tradizione sindacale prersente. Tale risultato, premia i gruppi dirigenti interni della FIOM e conferma indirettamente la linea strategica della FIOM nazionale. Oggi, tranne qualche piccola realtà, dove le dinamiche del voto sono diverse, la FIOM vince e si candida a rappresentare concretamente la volontà di contrastare le politiche di aggressione ai diritti che la Confindustria ha deciso di sviluppare in Italia.