Bidoni contenenti olio esausto nella Lecceta di Torino di Sangro

Nel corso di un normale servizio di vigilanza, le Guardie Giurate Volontarie del WWF Nucleo di Chieti hanno rinvenuto tre grandi bidoni contenenti olio esausto, presumibilmente lubrificante proveniente da mezzi meccanici. I bidoni sono stati abbandonati a pochi metri dalle rive del fiume Sangro. Le Guardie del WWF hanno provveduto immediatamente ad impedire l’ulteriore sversamento del liquido nel terreno circostante. Al momento non è stato ancora identificato il responsabile che ha abbandonato questi rifiuti particolarmente pericolosi, tuttavia dall’attento esame di alcuni indizi presenti sugli stessi contenitori, non è escluso che si possa risalire agli autori del fatto. I fusti metallici saranno prelevati da una ditta autorizzata alla gestione di questo tipo di rifiuto e saranno custoditi in luogo idoneo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli esiti del sopralluogo sono stati inviati all’ Agenzia Regionale per la Tutela Ambiente, al Sindaco del Comune di Torino di  Sangro e alla Polizia Provinciale di Chieti per i provvedimenti del caso.

Dichiara Claudio Allegrino, Coordinatore delle Guardie Giurate WWF: “Fortunosamente siamo riusciti ad evitare l’ennesimo attentato all’ecosistema fluviale del Sangro. Sono stati abbandonati circa 600 kg di olio. Soli 4 chili di olio esausto sono capaci di inquinare una superficie pari a quella di un campo di calcio, annientando qualsiasi forma di vita, animale e vegetale”.

Il luogo del rinvenimento è all’interno del Sito di Importanza Comunitaria (S.I.C.) denominato “Lecceta litoranea di Torino di Sangro e foce del Fiume Sangro” sottoposta dalla Comunità Europea a tutela per la qualità biologica (animale e vegetale) ivi presente. Purtroppo quest’area non ancora ha un Piano di Gestione che possa impedirle ulteriori aggressioni.

E’ indispensabile che ciascun Ente faccia la sua parte: i comuni devono chiudere le strade carrozzabili lungo il fiume, rendendo inaccessibili gli ingressi ai mezzi motorizzati non autorizzati, mentre la Provincia di Chieti deve farsi carico di potenziare uomini e mezzi della Polizia Provinciale che opera in condizioni precarie, non riuscendo più a garantire efficienza nel controllo  del territorio.