Sanitopoli, Conga si difende: “Mai avuto soldi da Angelini”

“Non ho nulla a che spartire con Angelini. Mi sono comportato come direttore generale della Asl – ha proseguito – sempre in modo molto distaccato. Certo ho avuto rapporti con Angelini perché istituzionalmente li dovevo avere, ma non capisco perché dopo sei interrogatori in cui aveva detto che non c’entravo nulla, al settimo ha fatto il mio nome. E’ una cosa incomprensibile per tutti e anche per me”.

Parla in questi termini l’ex manager della Asl di Chieti, Luigi Conga, stamattina lasciando il palazzo di giustizia di Pescara dopo essere stato sentito dal gup Angelo Zaccagnini, nell’ambito delle udienze preliminari in corso a Pescara sulle presunte tangenti nella sanità abruzzese. I suoi difensori Francesco Petrelli e Roberto De Vita, hanno concluso le loro arringhe, chiedendo il non luogo a procedere per il proprio assistito. L’ex manager ha ripetuto al gup di non aver mai ricevuto soldi da Angelini. “Non capisco perché non ha portato delle prove nei miei confronti – ha detto Conga parlando con i cronisti – Sarei stato contentissimo  perché non ho nulla da nascondere e si sarebbe risolto questo enigma. Non ho nulla da nascondere”. A proposito dei 113 mila euro trovati dentro la sua auto al momento dell’arresto Conga ha detto che ‘sono già state fornite tutte le giustificazioni agli inquirenti. Abbiamo portato tutti i documenti quindi tutto è in regola’. Conga ha aggiunto che spera nel dissequestro dei suoi beni “perché mi sembra giusto e anche molto logico. Sono molto tranquilo – ha proseguito- e sereno perché non ho nulla a che spartire con Angelini. L’avvocato Marco Femminella, legale dell’ex capogruppo del Pd alla Regione, Camillo Cesarone, imputato anche lui nell’inchiesta, ha chiesto il rinvio a giudizio per il suo assistito. ‘Faremo- ha detto l’avvocato Femminella – il processo, la gente deve sapere che l’udienza preliminare non e’ il processo. La valanga di prove – ha aggiunto l’avvocato – nelle carte non l’ho trovata’. Hanno chiesto poi il non luogo a procedere i difensori dell’ ex componente della commissione ispettiva regionale delegata a verificare le congruità delle prestazioni, Pierluigi Cosenza; e dell’ ex direttore dell’agenzia sanitaria regionale, Francesco Di Stanislao. In particolare l’avvocato di Di Stanislao nella sua arringa ha detto di ‘aver messo in evidenza le incongruità e le imprecisioni della procura’ e di aver chiesto il non luogo a procedere ‘per l’insostenibilità dell’accusa’. Il difensore di Cosenza l’avvocato Massimo Carosi ha detto che il suo assistito si e’ limitato ad applicare le disposizioni dell’allora vigente piano sanitario. Lunedì prossimo parleranno i difensori dell’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco. Uno dei suoi legali Giandomenico Caiazza insisterà sulla questione della competenza territoriale.