Regione, approvata la legge sul canone delle acque minerali. Dure le opposizioni con Chiodi

E’ stata approvata oggi dal Consiglio regionale la proposta di legge sul canone delle acque minerali. Decisa, pertanto, la riduzione dei canoni per le aziende che imbottigliano acqua minerale da un euro a 0,30 ogni mille litri di acqua. Prima dell’approvazione della proposta di legge sul canone delle acque minerali, il Pd ha presentato un ordine del girono che è stato votato all’unanimità, stabilendo che la riduzione dei canoni di concessione e’ solo temporanea e legata ad un tempo limitato, ovvero i 36 mesi durante la crisi che colpisce il nostro territorio ed aggravata dagli effetti del terremoto, nella cui area insistono le aziende operanti nel settore delle acque minerali i cui stabilimenti hanno subito danni dal sisma. “Chiarito l’aspetto della temporaneità della riduzione dei canoni – spiega il capogruppo del Pd Camillo D’Alessandro – con l’approvazione del nostro ordine del giorno abbiamo espresso voto favorevole alla proposta di legge”. “Con l’ordine del giorno” conclude D’Alessandro “il Consiglio ha impegnato il Presidente Chiodi a favorire in sede di conferenza delle Regioni la definizione di un canone uguale su tutto il territorio nazionale, ciò al fine di evitare squilibri competitivi tra regione e regione”.

“La legge approvata per la riduzione dei canoni per le aziende che imbottigliano acqua minerale eè una legge porcata – ha affermato a margine dei lavori del Consiglio regionale, il capogruppo dell’Idv Carlo Costantini. “Uso le parole del Ministro Calderoli – dice Costantini – perché rappresentano la migliore sintesi di un provvedimento che introduce un precedente pericolosissimo, non solo per il settore. Si accetta il principio che il ricatto occupazionale possa consentire alle imprese di condizionare l’attività legislativa della Regione, in un momento in cui la stragrande maggioranza della società abruzzese, i precari, i lavoratori della scuola, i disoccupati, le piccole partite Iva, vivono in assoluta solitudine la loro disperazione senza poter ricattare nessuno, vittime come sono di un ricatto sociale che subiscono da anni. Uno o due milioni di euro di sconto alle imprese che imbottigliano – osserva Costantini – basterebbero per far lavorare almeno 150 precari della scuola, ma loro non possono ricattare nessuno e per questo, da oggi, la legge in Abruzzo non è più uguale per tutti. Generosa nei confronti di chi può condizionare la politica. Indifferente nei confronti di chi, in quanto vittima predestinata del sistema, non ha il potere di condizionare nessuno”.

“Dopo vari rinvii il Consiglio regionale e riuscito ad approvare il regalo alle imprese che emungono e imbottigliano acqua in Abruzzo. Purtroppo abbiamo dovuto constatare su questo provvedimento una santa alleanza PDL – UDC – PD che ricorda il tradizionale trasversalismo che ha caratterizzato la nostra politica regionale quando si trattava di correre in soccorso di qualche lobby, dalla sanità ai rifiuti all’edilizia. La scusa da sempre è la stessa: salvaguardare i livelli occupazionali! – ha detto  il consigliere regionale di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo. “Confermiamo – aggiunge – le nostre critiche a un provvedimento che vanifica una delle poche cose buone fatte dalla Giunta Chiodi, cioé introdurre finalmente una tassa sulle acque minerali. Una Regione che nega sostegno ai precari della scuola, che taglia la spesa sociale, ecc. rinuncia a delle entrate preziose per non disturbare imprese che per anni hanno realizzato profitti giganteschi senza nulla pagare alla comunità. Questa riduzione del canone da 1 euro a 0,30 ogni mille litri di acqua è un’offesa agli abruzzesi che, lo ricordo, sono i cittadini più tartassati d’Italia”, dice infine Acerbo.