Il manager della Asl Chieti-Lanciano-Vasto, Zavattaro davanti alla Commissione Sanità

E’ stato sentito nel pomeriggio di oggi della Quinta Commissione Sanità e Sociale presieduta da Nicoletta Verì il manager della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Nicola Zavattaro. Una audizione definita positiva e che, secondo quanto si è appreso, ha fatto luce anche riguardo alla espressione riportata da alcuni organi di informazione secondo cui “lui stesso non si farebbe curare da certe strutture”. Un’affermazione per la quale i sindaci di centrosinistra del chietino e lo stesso sindaco di Lanciano, Filippo Paolini (PdL), avevano chiesto le dimissioni del manager. Zavattaro in Commisisone ha precisato che quella affermazione “è stata separata dal contesto di cui faceva parte e non si riferiva certamente alle competenze degli operatori, considerate ineccepibili e di alto livello. Bensì – ha specificato – faceva parte di una discussione tesa a stimolare gli interlocutori sul ruolo e sulla funzionalità economica delle strutture”, parole da considerare parte integrante di un dialogo aperto e costruttivo per migliorare le proposte degli stessi. Il nostro – ha detto il manager – è un progetto ambizioso perché mira a rendere l’assistenza in questo territorio pari a quella prestata negli ospedali delle regioni virtuose, e che rappresentano pertanto un modello di efficienza cui ispirarsi. Era questo – ha aggiunto Zavattaro – il senso della provocazione lanciata nei giorni scorsi nel corso dell’incontro con il personale dell’Ospedale di Lanciano. E’ questa la nostra sfida, che desidero vincere insieme ai nostri operatori, che ringrazio per l’impegno che assicurano quotidianamente. La sanità pubblica – ha concluso – si migliora con il contributo di tutti, per costruire insieme la sanità moderna che tutti vorremmo”.

Zavattaro, considerato tra i massimi esperti italiani di controllo e gestione della sanità, ha riferito inoltre sulla riduzione dei dipartimenti amministrativi, sul ruolo dei direttori dei dipartimenti, sulla necessaria riduzione delle strutture complesse da 26 a 14. Inoltre è intervenuto sull’istituzione del nuovo Cup unico aziendale: al centro della relazione la riconversione dei nuovi pta, essenziale nel nuovo piano di riordino ospedaliero per dare un ruolo nuovo e non meno importante ai poli di Casoli, Gissi e Guardiagrele.