Teramo, lite tra badanti finisce in tragedia

Potrebbero essere stati dei motivi economici legati al lavoro – è una delle ipotesi seguite dai carabinieri – a trasformare in un’assassina una badante etiope che solo ieri, con l’aiuto di un vicino di casa, aveva salvato dalle fiamme, ma soprattutto dal fumo, l’anziana donna che assisteva, portandola su una sedia a rotelle giù dalle scale di un condominio teramano. Una donna di cui fidarsi, avevano pensato ieri i coinquilini dello stabile dove erano intervenuti anche i vigili del fuoco dichiarando l’appartamento inagibile, soprattutto per i danni all’impianto elettrico. Oggi però gli investigatori la ritengono responsabile dell’omicidio di Gabriela Baire, 62 anni, una donna eritrea molto conosciuta in città, dove viveva da anni, e molto stimata tra i suoi connazionali, il cui corpo è stato trovato questo pomeriggio nel sottotetto dello stesso stabile, in via Pannella a Teramo. Per quella che si presume l’assassina – i carabinieri non hanno reso noto il nome – c’è un provvedimento di fermo per omicidio. Le è stato notificato nell’ospedale di Giulianova dove è ricoverata da ieri sera, dopo avere ingerito della varechina. Una piccola quantità, perché le sue condizioni non sembrano critiche. Gabriela Baire, anche lei badante, in alcuni giorni l’aiutava qualche ora ad accudire l’anziana che viveva nell’appartamento, una donna che ha già compiuto cento anni. Gli investigatori, le cui indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Davide Rosati, sembrano ritenere che sia avvenuto così anche ieri, quando le due donne avrebbero finito per litigare. Probabilmente non in casa, ma appartate nel sottotetto dove nel pomeriggio di oggi la vittima è stata trovata dai carabinieri – allertati da fratello e amici che non la vedevano da ieri – a faccia in giù, colpita varie volte in viso e sulla testa, probabilmente con un tubo in ferro trovato sul posto.