Lanciano, dedicata una piazza a Francesco Paolo Memmo ‘uno dei costruttori della città’

A sei anni dalla scomparsa, l’amministrazione comunale di Lanciano, su L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione mutilati e invalidi di guerra, di cui Memmo fu presidente regionale, dell’Associazione Culturale Frentana e del consigliere comunale Alessandro Di Martino,  ha voluto intitolare l’area del terminal bus della Pietrosa a Francesco Paolo Memmo, che non è stato solamente un uomo politico di straordinaria acutezza e lungimiranza, ma un amministratore capace di intervenire concretamente nella costruzione del futuro della città negli anni del dopoguerra nelle file del Partito Repubblicano, del quale divenne uno dei leader.

La targa che ricorda la figura di Paolino, come amorevolmente lo chiamavano i colleghi di partito e i suoi concittadini, è stata scoperta dall’on. Giorgio La Malfa e dal sindaco di Lanciano, Filippo Paolini, alla presenza della vedova, Anna, delle figlie Daniela e Lucia, e dei nipoti, dell’on. Anna Nenna D’Antonio, del senatore Germano De Cinque e di tantissimi amici e conoscenti di Francesco Paolo Memmo. Monsignor Enzio D’Antonio, dopo aver impartito la benedizione, ha ricordato la figura dell’uomo di rara sensibilità e passione politica.

La commemorazione è poi proseguita al Teatro Fedele Fenaroli, con un dibattito dal titolo: ‘L’impegno al servizio della cosa pubblica: dal dopoguerra alla nascita delle regioni, al testamento morale per la città di Lanciano’, che ha visto gli interventi del primo cittadino di Lanciano, Paolini, di Riccardo Campana, per l’Associazione Culturale Frentana; del Generale Palumbo e Comm. Biagio Rossi, dell’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra, di cui Memmo, che combatté nella Seconda Guerra Mondiale, all’indomani dell’8 settembre 1943, fu fatto prigioniero dai tedeschi e internato in un campo di concentramento in Germania, e dopo il conflitto, rientrato a Lanciano, iniziò l’impegno nelle organizzazioni dei reduci e combattenti.  E‘ stata poi la volta del  prof. Tommaso Edoardo Frosini, Ordinario di Diritto Pubblico Comparato presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e del prof. Mario Collevecchio, già Direttore generale della Regione Abruzzo e Veneto, sindaco di Pescara, Docente presso Scuole di Specializzazione post laurea in vari atenei italiani e attualmente docente presso la SPISA, Scuola di specializzazione della Pubblica Amministrazione dell’Università, di Bologna. L’intervento di Collevecchio è stato particolarmente significativo, perché ha contribuito a conoscere aspetti poco noti sull’attività di amministratore regionale (1970-1986) di Francesco Paolo Memmo, primo assessore alle Finanze della Regione. Si sono poi succeduti gli interventi del Prof. Donato Sciarretta, dell’Onorevole Nenna D’Antonio, del Senatore Germano De Cinque, dei consiglieri comunali Gaetano Pedullà, Marco Di Domenico, di Alessandro Di Martino, tutti tesi non solo a ricordare l’impegno politico, soprattutto a rimarcare l’ uomo di rara sensibilità e passione politica che, in una fase nodale e delicata della vita politica e amministrativa di Lanciano, ha saputo piantare a fondo i pilastri di tutto ciò che la città oggi è, lasciando un’eredità importante che dobbiamo preservare..

“Fu capace di affrontare i temi nodali della sua Lanciano e del’Abruzzo con visione innovativa, confrontandosi con la concretezza delle azioni e assumendosi la responsabilità delle scelte – ha detto nell’intervento conclusivo Giorgio La Malfa.

Una giornata che non è stata solo una commemorazione: è stata un’occasione per far riermergere il valore delle ideologie per le quali Memmo si è battuto e che oggi sembrano tanto lontane. Per questo, la piazza che gli è stata dedicata rappresenta simbolicamente la città, la regione, il Paese che ognuno vorrebbe vedere in futuro.