Chiusura dei tribunali minori, Sala suona la sveglia ai politici

“La chiusura del Tribunale di Lanciano potrebbe rappresentare l’ennesima sconfitta; dunque non permettiamo che portino via dal territorio l’ufficio, se necessario verrà dislocato diversamente creandone uno unico che permetta ai cittadini della Val di Sangro di non dover andare a Chieti per un certificato o per una causa. Se dovesse passare la proposta dell’On. Luciano Violante, ci ritroveremo con un polo Giustizia sull’asse Chieti–Pescara duplicato ed a pochissimi chilometri l’uno dall’altro e un territorio abruzzese enorme formato dalla zona di Lanciano e Vasto assolutamente sguarnito di presidi giudiziari,  del servizio Giustizia. Non credo si possa parlare di campalinismo per difendere Lanciano o Vasto, sto parlando di difendere la Val di Sangro ed i 40 ed oltre comuni che sono sul territorio, sto parlando di difendere la valle del Trigno ed i comuni che sono su quel territorio”.

E’ quanto afferma l’avvocato Sandro Sala, presidente del Consiglio dell’Ordine Forense di Lanciano. Un intervento che nasce dopo le affermazioni rilasciate nei giorni scorsi dal responsabile Riforme del Pd, Luciano Violante. A margine di un convegno sulla legalità, Violante aveva dichiarato che è necessario “tagliare via almeno un terzo dei tribunali “perché ce ne sono troppi che costano troppo e bisogna avere un tribunale in ogni capoluogo di provincia. Bisogna fare un’operazione che non è costituzionale. Oggi  più della metà dei tribunali non hanno personale sufficiente per funzionare. Abbiamo più tribunali della Francia, spendiamo più della Francia e abbiamo meno efficienza nella giustizia della Francia”.

“La proposta dell’On Violante di tagliare i Tribunali non provinciali ripropone ancora una volta il problema della soppressione dei Tribunali cosiddetti minori, eviterò dunque di riportare per l’ennesima volta quelle che sono le ragioni per cui il piccolo Tribunale deve esistere, ma a questo punto è necessario affrontare un discorso forse più complesso ed articolato che riguarda in particolare e, soprattutto, la nostra regione e la nostra provincia. Sono riflessioni che vengono fuori da una situazione oggettiva in cui ci stiamo trovando come territorio e che riguarda proprio il rapporto con la provincia e con la regione – aggiunge il presidente Sala (foto a destra) -. E’ del Governo attuale la proposta di soppressione delle provincie, enti, a detta di chi propone la soppressione, inutili, senza fondi e soprattutto dislocati in maniera tale da non rappresentare più la realtà del territorio su cui operano. Il caso Chieti rappresenta perfettamente questa realtà. La politica locale, in particolare quella di Lanciano, è stata distruttiva o comunque non collaborativa con il proprio territorio, decenni di isolamento hanno portano Lanciano ad essere completamente avulsa dalla realtà che la circonda, isolata dalla politica regionale, perché non in grado di esprimere una voce comune che possa permettere di rivendicare il ruolo che sicuramente avrebbe meritato e che ha compromesso la possibilità di “difendere” il proprio territorio. Lanciano come Vasto ha la necessità e la capacità di gestire il territorio ed i comuni limitrofi hanno la necessità di appoggiarsi a realtà che offrano servizi e non allontanino il cittadino dalla propria casa – tiene a precisare ancora Sala -. È un discorso molto complesso ed articolato forse semplicistico, fatto in questo contesto, che va affrontato insieme: da una parte Chieti che deve rendersi conto ed accettare una realtà oramai evidente che vede Chieti e Pescara come un unico polo metropolitano,  dall’altro lato Lanciano e Vasto che rappresentano  due realtà lontane da quel polo e che devono mantenere attiva la presenza nel proprio territorio”.