Infiltrazioni d’acqua nel nuovo edificio scolastico De Giorgio. Marino (IdV) chiede che si individuino le responsabilità

“Se io avessi appena pagato per farmi costruite una casa nuova e ci piovesse dentro, chiamerei immediatamente il costruttore per farmela riparare. Se mi rispondesse di no, lo denuncerei senza discutere. All’Istituto tecnico De Gorgio il dirigente rende pubblico che piove nell’atrio della scuola appena costruita. Bene. Mi chiedo: ha segnalato per iscritto il danno alla Provincia, Ente Proprietario dell’immobile e finanziatore della costruzione? Secondo: la Provincia ha effettuato una perizia tecnica del danno al fine di verificare le colpe ed eventualmente contestare al costruttore il danno subito? Terzo: poiché è del tutto ragionevole che in questo periodo pioverà spesso, la Provincia ha provveduto a commissionare immediatamente lavori “di somma urgenza” rinviando ad un momento successivo la individuazione della responsabilità? Quarto: si sappia che vigileremo affinché il responsabile del danno sia chiamato, oltre che a rifar quanto fatto male, anche a risarcire il danno morale-organizzativo subito dalla scuola (in primo luogo il danno di immagine).”

Sono le domande che pone Michele Marino, Coordinatore cittadino IdV Lanciano alla luce delle infiltrazioni di acqua che sono state riscontrate all’Istituto tecnico De Giorgio, di recente realizzazione. “Se il Dirigente non ha provveduto ad interpellare per iscritto la Provincia lo faccia subito (anche se è ragionevole credere che l’abbia già fatto). Se il Dirigente avesse segnalato il problema alla Provincia a partire da oggi sarà bene che si sappia che: se il danno si aggraverà sarà colpa di chi non vi ha posto rimedio immediatamente. Se non ci sarà denuncia in caso di cattiva realizzazione dell’opera, ci sarà responsabile erariale di chi sarà rimasto inerte. Sarebbe bello se alunni ed genitori, insieme a dirigente, insegnanti e personale non docente si costituissero in giudizio per rivendicare i danni subiti. Le scuole continuano a subire tagli, ovvero continuano a vedersi sottrarre risorse economiche per la didattica. Non possono e non devono sopportare ulteriori danni economici”.