La sinistra lancianese raccoglie oltre 2500 firme per salvare il Renzetti

“Abbiamo raccolto oltre 2500 firma, che faremo recapitare al Commissario Gianni Chiodi e all’Assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni. Con questa iniziativa, partita nell’agosto scorso e conclusasi in settembre, che ha portato ad allestire 15 tavoli davanti al nosocomio frentano, ai cancelli degli stabilimenti Sevel, nel corso delle festività settembrine, vogliamo fare in modo che i cittadini di Lanciano abbiano risposte certe sul futuro dell’ospedale Renzetti”.

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi al Caffè Fenaroli, i promotori dell’iniziativa, Verdi, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Partito socialista di Lanciano, rimarcano nuovamente la assoluta mancanza di informazioni circa i progetti sul Renzetti, contenuti nel Piano sanitario regionale. “Se adesione c’è stata da parte dei cittadini alla nostra raccolta firme lo si deve soprattutto al fatto che molti iniziano a prendere coscienza i quel che avviene, ogni giorno, nei reparti del nostro ospedale – hanno detto Maria Luisa Saltarelli e Alex Caporale (Verdi) e Clelia Marsilio (PdRC) -. Noi diciamo che il privato ci deve essere, ma deve offrire servizi solo nel caso in cui il pubblico non riesce a soddisfare la domanda di sanità. Crediamo che non c’è alcun ridimensionamento dei costi sulla spesa sanitaria: è aumentata invece, e anche di molto. L’unico ridimensionamento, allo stato dei fatti, è quello che sta subendo il Renzetti.

Domenica prossima, intanto, la Lista Civica Progetto Lanciano organizza alle ore 18:30 in Piazza Plebiscito una pacifica manifestazione a difesa della sanità frentana, dell’Ospedale Renzetti e del ruolo della città di Lanciano quale capoluogo della Frentania. Una manifestazione per dire no ad un Piano Operativo sulla sanità che prevede per il Renzetti il taglio dei posti letto, il declassamento dei reparti di Oculistica, Otorinolaringoiatria, Geriatria, Neurologia, Oncologia, Laboratorio Analisi ed Anatomia Patologica da strutture complesse in strutture semplici e la chiusura di chirurgia maxillofacciale e neuro traumatologia. E non solo. La protesta riguarderà altri anche altri enti che la città tischia di perdere, quali l’Ater, lo smantellamento della ex sede Asl di Via Spaventa e l’ospedale di Casoli.

La CGIL di Lanciano, in un documento diffuso oggi, esprime tutta la sua contrarietà per quello che sta accadendo nel nostro territorio sui servizi offerti dalla sanità pubblica. La organizzazione di Zavattaro fa acqua da tutte le parti. Ha ragione quando dice che il Piano Operativo licenziato dalla Regione  è documento superato (forse intendeva non utile?) perché il problema sono le risorse aggiuntive. Dichiarazione che ha fatto pubblicamente durante un Convegno pubblico. Ne siamo sicuri: i gravi disagi che quotidianamente sta subendo la popolazione sono stati pianificati anche con quel Piano, ma sicuramente dall’analisi sbagliata fatta sui fabbisogni reali della gente.  La questione del CUP prov.le è soltanto la riprova di una riorganizzazione che non funziona.  Quanti hanno bisogno  di prestazioni sanitarie di qualità sono sempre più spesso costretti a dover sborsare fior di quattrini perché obbligati a rivolgersi a strutture  sanitarie private  incalzati dall’urgenza. Non si possono attendere tempi biblici per sottoporsi ad accertamenti urgenti. L’ospedale di Casoli è già stato chiuso, senza che si sia provveduto a garantire la sanità sul territorio, ma anzi aggravando la situazione, già di per sé grave, del Presidio Ospedaliero di Lanciano. Con i pochi posti letti aggiuntivi anche i cittadini di Lanciano che  dovessero essere ricoverati, per esempio gli anziani, non sanno in quale struttura potranno venir  “depositati”.

Sempre più si ricorre al privato, anche convenzionato con le risorse pubbliche, e non è azzardato pensare che, se, come più volte richiesto dal nostro sindacato, non si provvede a garantire la sanità nel territorio, vi sia in filigrana la volontà di deprimere il pubblico per favorire il privato. Più volte questo sindacato ha preso atto durante varie occasioni pubbliche del disappunto  del Sindaco di Lanciano sulla questione “sanità”, (si è “incatenato” qualche tempo fa con i Sindaci della zona Frentana), tanto che ha esternato la disponibilità a farsi tramite con le diverse istituzioni delle richieste dei cittadini, ma, nonostante le promesse, alla luce dei fatti non è accaduto  nulla di positivo. Attualmente l’ospedale di Lanciano è in una situazione  molto grave   per mancanza di prospettive future, relative alla sua riorganizzazione ed alla chiusura di interi reparti. La CGIL nei prossimi giorni sarà in tutte le piazze, con varie iniziative, per denunciare la grave situazione creata e per dire con forza che non è disponibile ad accettare passivamente il saccheggio della sanità pubblica locale.