Allegrino (IdV): “Un Consiglio Provinciale Straordinario su Strada parco e mobilità”

   “Sulla filovia serve un confronto aperto e sereno fra associazioni, tecnici e istituzioni, che sia allargato a tutto il territorio provinciale, per dare alla cittadinanza tutti gli elementi per conoscere il progetto, sapere cosa comporta e quali alternative esistono, chiarire ogni dubbio su iter e prospettive e farsi un’idea libera da preconcetti e strumentalizzazioni. Un confronto da portare al più presto in seno ad un Consiglio Provinciale straordinario, come ho personalmente richiesto con il sostegno di tutti i consiglieri IDV, PD e i consiglieri Teodoro e Ruggiero”. Lo chiede Antonella Allegrino,  consigliere provinciale dell’IdV. “Affrontare l’argomento in Consiglio è un segno concreto di civiltà e buonsenso da parte delle istituzioni, per l’utilità che la filovia potrebbe avere per una più vasta area provinciale che soffre di problemi legati alla mobilità. Inoltre servirebbe a chiarire la legittimità di alcuni passaggi contestati dell’iter, convocando tutte le parti e invitandole a dire, fino in fondo, la propria verità, in modo da ridurre la confusione che statistiche, petizioni e gruppi di sostegno sul web stanno producendo sull’argomento. Un dovere anche etico, considerati i problemi di traffico che affliggono Pescara e ne fanno una delle città più a rischio d’Europa per inquinamento ed emergenze sanitarie, come affiora dall’allarme lanciato ieri dall’Ail sull’aumento di patologie ematologiche causate dall’inquinamento atmosferico e come sottolineano i dati dell’associazione “Sos Inquinamento”, a corredo delle 10.000 firme raccolte contro l’inquinamento e consegnate ieri in Comune, ma a sostegno dell’opera.  Dal duro braccio di ferro fra istituzioni e realizzatori e i cittadini contrari alla filovia fino ad oggi non è emerso alcun piano d’azione contro l’inquinamento da parte del Comune di Pescara, che alla luce dei dati e dei rischi citati, al posto di rimodulare la mobilità cittadina per eliminare l’inquinamento, pretende di risolverlo con una filovia di 5 km, 15 biciclette e 4 domeniche ecologiche, palliativi dai costi fuori misura per la comunità rispetto ai benefici potenziali. Né si è discusso seriamente sulle alternative possibili al percorso sulla strada parco, che secondo quanto affermato dalla stessa ditta appaltatrice, non sarebbe poi del tutto vincolante. Alternative escluse e mai analizzate. A tal fine è indispensabile che i consiglieri provinciali conoscano luci e ombre di un’opera che rischia di essere una cattedrale nel deserto, perché potrebbe essere utile a più Comuni dell’area metropolitana se spostata su percorsi più ampi, capaci di decongestionare tragitti ben superiori ai 5 chilometri della Strada Parco e se coniugata ad arterie in via di esecuzione in città, finalizzate proprio a fluidificare il traffico di entrata ed uscita da Pescara e a toccare le mete calde di pendolari e lavoratori, come il Ponte Nuovo e la viabilità collegata, l’asse di collegamento tra via dell’Emigrante e via Caravaggio. Approccio di cui mi sono fatta promotrice, perché purtroppo tutti gli incontri e le iniziative promossi, hanno fatto apparire la filovia come un’opera irrinunciabile per Pescara, più che un servizio utile a disposizione di un territorio provinciale più vasto, anche a costo di guerre legali contro migliaia di cittadini non convinti della sua indispensabilità, perché dopo anni di difficile convivenza con la ferrovia avevano riconquistato uno spazio dove socializzare e respirare liberamente, un patrimonio vero proprio per la città soffocata dal traffico”.