Il PSI di Chieti esprime dubbi e perplessità sulla proposta di ripartizione dei collegi provinciali

“La Finanziaria 2010 ha stabilito il taglio del 20% dei consiglieri comunali e provinciali, ma se in Comune il taglio è semplice, perché si conquista il seggio in base al numero dei voti, in Provincia la faccenda è più complessa. Alle provinciali la Legge elettorale prevede un meccanismo legato ai collegi uninominali. Oggi i collegi uninominali nella Provincia di Chieti sono 30 e subiranno un taglio di 6 collegi passando così complessivamente a 24 collegi uninominali. La legge stabilisce anche dei criteri per la nuova ripartizione dei collegi e cioè: consistenza demografica, omogeneità strutturale e la contiguità territoriale”.

E’ quanto afferma in una nota il segretario provinciale di Chieti del PSI, Antonio Tiziano Vicoli. <<Nella proposta adottata dall’attuale amministrazione di centro destra – dice Vicoli -, i conti non tornano o meglio i collegi tagliati sono sempre sei, ma il rispetto dei criteri per la ripartizione dei collegi uninominali lascia un po’ a desiderare, svantaggiando notevolmente i Comuni dell’entroterra e il territorio “vastese”, che pur rappresentando 1/3 della Provincia, passa da 9 a 6 collegi uninominali. Il “vastese” con questa nuova ripartizione potrà contare solo su 6 consiglieri provinciali, mentre il resto della Provincia esprimerebbe i restanti 18 consiglieri. Uno squallido sbilanciamento del potere politico amministrativo verso il capoluogo “chietino” e la zona costiera. Trattasi di una vera operazione di “taglio e cuci” che non solo penalizza il vastese per la perdita dei 3 collegi e quindi di tre consiglieri, ma che sarà, per questo territorio, anche il risultato di un accorpamento di Comuni senza garantire un minimo di contiguità territoriale. Una modifica sugli accorpamenti dei Comuni che lascia molti dubbi e perplessità sulla possibilità di facili e garantite rielezione da entrambi gli schieramenti contendenti”.