Gestione dell’acqua in Abruzzo, per Coletti (PD) la destra scopre le carte. La vuole affidare ai privati

“Tre anni di commissariamento degli  ATO  non sono serviti a niente! Il commissariamento, secondo la legge  regionale n. 37 del 21.11.2007, doveva servire a chiudere l’esperienza passata  dei sei ATO  ed a predisporre   l’attivazione di nuove quattro ATO  provinciali  per concretizzare, entro il 31.12.2010,   l’affidamento in  house della gestione del servizio integrato delle acque  a quelle società pubbliche  con i requisiti statutari necessari  e  predisposti  per il  controllo analogo  da parte degli ATO”. E’ quanto dichiara l’ex presidente della Provincia di Chieti, Tommaso Coletti, presidente provinciale del PD. “Oggi il Governo Regionale, attraverso una analisi  non proprio veritiera, ci ripensa con l’intento di affidare a privati  la gestione del servizio idrico integrato in Abruzzo, che insieme  ai  rifiuti, rappresenta il più  grande  business  del momento. La gestione affidata a privati, ovunque è stata realizzata, ha un costo maggiore per i cittadini, superiore a 1,2- 1,3  Euro per metro cubo di acqua. In Abruzzo ci sono società pubbliche efficienti, pronte per avere l’affidamento in house che hanno gestito il servizio ad un costo medio  di soli 0,84 Euro per metro cubo.( SASI, ACA,  ecc.). Allora perché affidare un servizio così importante per i cittadini nelle mani esclusive dei privati?  Noi  siamo per un ATO  unico regionale  per una programmazione e per indirizzi univoci sulla gestione,  ma con quattro gestori  pubblici  provinciali al fine di garantire un servizio efficiente ed a costi accessibili per i cittadini. I privati, così come vuole la normativa nazionale  che deriva dalla direttiva europea,  parteciperanno alla gestione  con  l’acquisizione, per un massimo del 40%,  delle quote delle società pubbliche di gestione, attraverso gare di appalto  da effettuarsi entro il 31.12.2011. Se la situazione  della gestione del servizio in Abruzzo fosse così catastrofica come rappresentata dal Presidente Chiodi nella recente conferenza stampa,  verrebbe spontanea la domanda – continua Coletti -: gli ATO, con i suoi commissari prima e successivamente con l’unico commissario di  fiducia sicuramente dell’esecutivo regionale che cosa hanno fatto avendo un potere di vigilanza  sull’attività di gestione da parte dei soggetti concessionari?  E’ evidente che trattasi di motivazioni pretestuose  per poter giustificare  il trasferimento della gestione  del servizio nelle mani dei privati. Io penso- conclude Coletti -, che la maggioranza di destra della Regione Abruzzo dovrebbe riflettere in maniera più approfondita prima di procedere in quanto la maggior parte dei cittadini abruzzesi desidera una gestione pubblica efficiente ed a costi  accessibili”.