L’Ente d’Ambito Sociale n.28 “Ortonese” ha presentato il sistema regionale dei servizi privati di assistenza famigliare

Il presidente della conferenza dei sindaci e assessore alle politiche sociali di Ortona, Leo Castiglione, ha presentato questa mattina il progetto pilota a cui partecipa l’Ambito ortonese in collaborazione con oltre 40 enti e organismi, con il Comune di San Salvo come ente capofila.

A seguito della sottoscrizione dell’accordo di governance da parte dei partners del progetto “Donne ora visibili” si è dato avvio alla sperimentazione del Sistema regionale dei servizi privati di assistenza famigliare. Partecipano alla partnership la Regione Abruzzo, le quattro Province abruzzesi, 30 Ambiti Sociali (che comprendono complessivamente circa 200 Comuni tra cui Teramo, Pescara e Chieti), le principali organizzazioni sindacali e datoriali e le associazioni di volontariato.

«Il progetto- sottolinea Leo Castiglione-  che risulta uno dei cinque finanziati a livello nazionale dal Dipartimento delle Pari Opportunità si propone di favorire l’emersione del lavoro nero delle badanti e dare un aiuto concreto alle famiglie che hanno in carico l’assistenza di un proprio famigliare non autosufficiente. Un ambito su cui noi stiamo lavorando già da sette anni, sia con l’assistenza alle badanti che alle famiglie, ma che oggi finalmente confluisce in una rete sinergica tra enti ».

Con un valore complessivo di 720 mila euro dei quali 504 mila finanziati dal Dipartimeno delle Pari Opportunità e il resto dalla Regione Abruzzo, dalle Province e dal comune capofila, il progetto si basa sull’erogazione di incentivi alle famiglie e, più in generale, ai datori di lavoro che intendono regolarizzare il rapporto con le proprie badanti/assistenti famigliari  mediante la sottoscrizione di contratto. L’incentivo consiste in una “contribuzione oraria” di 1,10 euro per 40 ore settimanali per al massimo 12 mesi, che corrisponde alla quota contributiva Inps.

«Il progetto- spiega la coordinatrice Felicia Zulli- prevede anche la qualificazione delle aspiranti assistenti famigliari, per questa ragione le Province di Chieti, Pescara e Teramo e la stessa Regione Abruzzo contribuiscono all’attivazione di percorsi di formazione specifica per la qualificazione professionale delle assistenti. Inoltre si cerca così di riportare alle istituzioni il ruolo di mediatore tra domanda e offerta in un campo che oggi essendo spesso informale si alimenta spesso con il lavoro nero».

Coloro che intendono fruire dell’incentivo devono rivolgersi al Punto di Accesso dell’Ambito, al Centro Servizi Immigrati del Polo Eden, tel. 085.9066323, iscriversi nella Banca Dati Regionale dei Servizi Privati di Assistenza Famigliare e compilare una richiesta.

«Il servizio che sarà promosso e pubblicizzato in tutti i comuni dell’Ambito attraverso i nostri sportelli immigrati – rileva Dasanthila Hoxha, coordinatrice del Centro Servizi Immigrati dell’Ambito- è rivolto a tutte le famiglie che intendono regolarizzare il rapporto già esistente, a quelle che hanno necessità di trovare un’assistente famigliare, ma anche a tutti i datori di lavoro che hanno già stipulato un contratto dal 1 gennaio 2010. Naturalmente il nostro servizio è utile anche a tutti coloro che vogliono intraprendere questa professione, immigrati e non, non solo per l’accesso alla banca dati delle offerte ma anche per la possibilità di formarsi adeguatamente».