La Finanza scopre mobilificio che non ha emesso 1300 scontrini

La Guardia di Finanza di Ortona, nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo strumentale, ha rilevato la mancata emissione di oltre 1300 scontrini fiscali a carico di una società operante nel campo del commercio al dettaglio di mobili, ubicata presso un noto centro commerciale. L’attività ispettiva ha riguardato il periodo che va dal 01 gennaio 2009 al 14 settembre 2010 ed i finanzieri hanno constatato la non conformità alla normativa in vigore – in materia di scontrini fiscali – per la certificazione fiscale delle vendite al dettaglio di mobili per la casa. Nella circostanza, inoltre, è stata constatata l’assenza della prescritta autorizzazione per il commercio su aree pubbliche. Quest’ultima circostanza ha determinato l’emissione, da parte del competente Comune di Ortona, di un’ordinanza di cessazione immediata delle attività di vendita al dettaglio in relazione al superamento delle superfici espositive autorizzate dall’Ente presso il Centro Commerciale interessato. Il rappresentante legale della società in argomento è stato, altresì, deferito all’A.G. competente per occultamento/distruzione di documentazione fiscale. L’intera operazione ha evidenziato il costante monitoraggio di qualsiasi comportamento finalizzato all’evasione fiscale quale fenomeno di alterazione dell’equità del carico fiscale in capo ad ogni contribuente.

Il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Teramo, ha scoperto che un’importante impresa teramana, operante a livello internazionale ed affiliata ad una multinazionale estera ha evaso nel 2005, 20 milioni di euro. Le Fiamme Gialle hanno fatto luce su alcune operazioni infragruppo, individuando un artificioso e complesso meccanismo elusivo nel settore della fiscalita’ internazionale, sviluppato attraverso una serie di atti societari tra loro collegati, posti in essere tra la società ispezionata dalla finanza e la propria controllante di diritto estero. Attraverso un terzo soggetto economico, appartenente allo stesso gruppo societario, venivano dissimulate operazioni gestionali rilevanti agli effetti fiscali, ponendo in essere diversi negozi giuridici del tutto privi di valide ragioni economiche, se non addirittura antieconomici. Tutto questo solo per aggirare le leggi fiscali, ottenendo effetti erariali vantaggiosi per entrambe le parti interessate con il risultato di un minor gettito fiscale (la società teramana così non pagava tasse mentre la controllata estera registrava perdite rilevanti ai fini fiscali). Ora si sta procedendo al recupero delle somme sottratte all’erario.