Il dibattito sul Piano regolatore di Lanciano s’infiamma, arriva la polizia

Polizia nella notte in comune a Lanciano. La tensione nell’assise civica, che da settimane discute sulle osservazioni al Piano regolatore della città, è salita a tal punto che è stata necessario l’intervento di alcuni agenti per riportare il clima a una dimensione accettabile. La pressione, a dire il vero, si era innalzata già nel pomeriggio, dopo la ripresa dei lavori del consiglio, iniziati al mattino alle ore 9. Dopo la pausa pranzo, infatti, alle 15:30, in aula la maggioranza di centro destra riproponeva i numeri sufficienti per poter andare avanti. Chiaro a quel punto che le minoranze chiedessero la verifica dei presenti. L’appello nominale è avvenuto intorno alle 15:55. Le opposizioni, che in altre occasioni in passato avevano garantito il numero legale, sono uscite fuori. Hanno risposto in 9, meno del minimo per poter riavviare la seduta. Ultimata le verifica, è spuntato fuori il consigliere Cesarino Bomba, subito conteggiato, e da qui è iniziato un primo scontro verbale tra opposizione e maggioranza. Il dibattito ha richiesto l’intervento del segretario comunale, sollecitato a pronunciarsi per chiarire cosa dicesse in proposito il regolamento. Pronta la risposta: è stato ricordato in aula che sarebbero bastati solo 4 consiglieri perché la seduta potesse riprendere. Infatti, con stupore di qualche consigliere, si è venuto a sapere che il documento che regola i lavori assembleari, oramai vecchio, è stato superato da un successivo intervento del ministero dell’Interno, che prevede – per i comuni con più di 15 mila abitanti – che i lavori del consiglio comunale possano riprendere dopo una interruzione con un numero esiguo di presenti. Tutto a posto? Neanche per segno. La miccia che ha innescato una vera e propria reazione a catena, si è accesa quando il presidente del consiglio, Nicola Pasquini, ha avvertito l’aula che i lavori sarebbero stati interrotti alle 20:30 e proseguiti dopo cena, alle 22:30. Una proposta che non ha incontrato i favori dei rappresentanti del PD, Rifondazione Comunista e IdV, contrari perché si sarebbe trattato di uno sforzo illogico e poco produttivo. La maggioranza, invece, è stata d’accordo per poter ridurre ulteriormente il consistente numero di osservazioni ancora in scaletta. E così è stato. Ma ritrovare serenità nel dibattito non è stato più possibile. Alle 22:30, quando la seduta è ripresa, i toni si sono fatti molto forti: soprattutto da parte dell’esponente dipietrista Pier Luigi Vinciguerra, che ha contrastato con tutte le argomentazioni possibili l’esame delle osservazioni. Fino a che non è nato un violento battibecco con l’assessore all’Urbanistica, Marco Di Domenico, che ha richiesto l’intervento della forza pubblica. Dopo la mezzanotte, tutti a letto, dopo aver fatto scattare un altro gettone di presenza.