Piano di riordino ospedaliero, le opposizioni attaccano Chiodi: “Non ha detto niente a nessuno”

I consiglieri regionali del PD hanno abbandonato oggi i lavori della commissione sanità del Consiglio regionale in palese contestazione dei metodi adottati dal Commissario Chiodi e dei contenuti del Piano operativo della sanità – riorganizzazione della rete ospedaliera. Il documento, dato alla stampa e mai sottoposto all’attenzione del Consiglio – spiega una nota – è un’ulteriore dimostrazione di come l’Assemblea regionale sia stata esautorata dei sui poteri e come la Quinta commissione, competente per materia sia stata ridotta a discutere vuoti ed inutili provvedimenti. La decisione di abbandonare i lavori della commissione ha trovato l’adesione degli altri commissari dell’opposizione. Nel merito della protesta i consiglieri del PD sottolineano come il Piano Operativo, inviato a Roma senza essere stato condiviso né con Istituzione né con la società , abbia cancellato 6 ospedali e 217 reparti tuot court. In cambio non è stato proposto alcun servizio alternativo sul territorio, decretando di fatto un’offerta sanitaria che si rileverà a breve molto mediocre per la nostra regione e comporterà un inevitabile aumento della mobilità passiva. “Stupisce – dichiara il Vice Presidente D’Amico – il fatto che, solo oggi, all’esito dei tagli, senza servizi, improvvisamente, componenti di maggioranza organiche alle decisioni assunte si agitino e si allertino. Se non è pianto di coccodrillo vengano nelle sedi istituzionali e chiedano il rispetto delle assemblee legittimate a decidere. Il Presidente Chiodi, ritenendo la sanità una questione tra lui Commissario ed il Governo, escludendo cioè dalle scelte le istituzioni regionali , i cittadini, gli operatori sanitari, conferma il suo arroccamento e la sua totale estraneità alla società abruzzese e al suo territorio”.

Nella polemica sul piano di riordino sanitario, interviene il vicepresidente della Giunta regionale, Alfredo Castiglione (foto a destra): “Macelleria sociale? E’ la sanità che ha macellato il pil abruzzese e reso difficile programmare lo sviluppo futuro dei giovani abruzzesi. E questo ci fa rabbia e ci crea sofferenza. Chiedo ai tanti che parlano a chi mai sarebbe venuto in mente di commissariare l’Abruzzo se si riteneva il modello sanitario vigente normale, laddove coesistono sei neurochirurgie, si toccano le percentuali più alte d’Italia sulla ospedalizzazione, si elargiscono primariati che neanche la regione con il quadruplo dei nostri abitanti sognerebbe mai per verecondia. Ma siamo seri – dice ancora il vice presidente, che poi risponde agli attacchi su Chiodi. “Sono deboli sul piano tecnico e politico. Tecnico perché secondo Castiglione “sono privi di conoscenza di una serie di parametri che non il Governo Chiodi si è inventato ma il Governo nazionale ha imposto alla Regione Abruzzo per aiutarla ad uscire dalla strada senza ritorno di una deficit che ci ha fatto schizzare al primo posto in Italia. Sul piano politico, perché difendere situazioni paradossali che hanno contribuito ad incrementare le posizioni di pochi a scapito del futuro di tutti i cittadini abruzzesi non è solo spudorato ma, questo sì, veramente cinico”. Castiglione prosegue: “Certamente avremmo voluto confrontarci con tanti, forse con tutti, ma chi ci dà il tempo? A chi viene in mente di farsi suoi calcoli per capire quanto ci costa l’attesa nella razionalizzazione delle spese in termini di mutui da pagare, di imposizione fiscale da addossare ai cittadini? Questa è la differenza tra chi governa con senso di responsabilità e nell’interesse di tutti e chi si diletta a parlare di cose che, purtroppo, hanno l’effetto di precipitare nell’angoscia la popolazione”. Per il Vicepresidente, quindi, “bene sta facendo il presidente Chiodi e coraggiosamente. Sappiamo di urtare qualche suscettibilità, perché è chiaro che non un solo posto di lavoro sarà toccato in ambito sanitario, ma lo facciamo per salvare l’Abruzzo da un destino altrimenti segnato. Il piano è indispensabile. Il riordino della rete ospedaliera, il potenziamento dei distretti sanitari territoriali, la razionalizzazione riconversione degli ospedali vanno nel giusta direzione. Gli obiettivi sono migliorare i servizi in periferia, arrivare nel tempo ad una integrazione dei sistemi di progettazione e dei processi per miglioramenti durevoli di costi, efficienza e qualità, utilizzo ottimale delle tecnologie informatiche di reti, riduzione dei rischi, monitoraggio delle prestazioni. Il nostro modello non è quello di salvare poche posizioni ma guardare all’interesse di tutti, anche di quel solo giovane che a causa della voragine sanitaria sarà costretto a portarne, suo malgrado, le conseguenze”.

Intanto, Leo Marongiu, segretario del PD di Lanciano, denuncia che “quello che sta avvenendo nella sanità del nostro territorio sta raggiungendo i limiti della decenza: ci sono voluti decenni per costruire un’offerta sanitaria dignitosa, ci sono voluti 4 anni per riportare l’azienda in attivo dopo i disastri che erano stati prodotti ed è bastato 1 anno per demolire tutto. La cosa paradossale è che, oltre alla costruzione di nuove strutture, era stato promesso un miglioramento dei servizi con conseguente risparmio economico ma di questo Paese delle meraviglie non c’è traccia. “Siamo al collasso e c’è un Assessore alla Sanità che non può neanche visitare le strutture perché costretto a Teramo da obbligo di dimora: ma quando, di fronte a tutto questo, il Sindaco di Lanciano Paolini, i consiglieri regionali Nasuti e De Fanis ed il Presidente della Provincia Di Giuseppantonio chiederanno le dimissioni di Venturoni e la nomina, almeno, di un Assessore alla Sanità abile ed arruolato? Il Sindaco di Lanciano ha chiesto già le dimissioni di Zavattaro senza risposta, il consigliere Nasuti aveva promesso la sede della Asl provinciale senza ottenere risultato, il Presidente della Provincia si era impegnato per evitare chiusura piccoli Ospedali ma vediamo come poi stia andando a finire. Quanto conta questo centrodestra chietino e lancianese e quanto ancora dovrà succedere per una posizione finalmente netta e forte alla luce anche del grande risultato elettorale che hanno conseguito negli anni?”