Discarica di amianto di Ortona, la SMI passa al contrattacco

“Finiamola con la bagarre – chiediamo giustizia e certezza del diritto. Nonostante apprezziamo la presa di coscienza del Consiglio regionale che insistere su un provvedimento ad personam, sull’impianto di smaltimento di cemento-amianto di Ortona, non sia politicamente e correttamente sostenibile, si continua ad alimentare la bagarre politica. Si continua con la farsa della battaglia para-ecologista paragonando la questione alla paventata realizzazione del Centro-Oli, confondendo inquinamento con rimozione di rifiuti. Si continua a ignorare un programma regionale di rimozione amianto avviato dalla stessa regione a partire dal 2001, che nello stesso sia contenuta l’individuazione dei siti di smaltimento”.

Gianfranco Marrollo, direttore generale della SMI, non ci sta a prendere parte come spettatore al teatro della politica, che manda in scena il solito copione. Politici che dapprima avevano detto sì alla discarica  per lo smaltimento di cemento-amianto e ora,  si preoccupano di prendere le distanze.

“Che il programma è stato gestito dalle diverse amministrazioni succedutesi e abbia registrato le convergenze di entrambi gli schieramenti politici. Si cerca di confondere la legalità con l’illegalità – afferma seccato Marrollo -. Si continua a ignorare che ogni giorno, da varie parti della regione, provengono richieste di bonifica di siti da tempo abbandonati a se stessi e le discariche abusive restano immobili dove sono. Nel contempo si paventano risoluzioni legislative apertamente ad personam (unico impianto in questione sul territorio regionale), apertamente anticostituzionali, apertamente contrari ai principi legislativi emanati dalla Comunità Europea. Sembra che sia proprio la classe politica a non voler riconoscere più la legislazione che ha approvato, che si adoperi per negare ciò che ha dettato. Dalle polemiche scaturite su questo argomento traspare evidente che non interessa tanto portare a termine un programma decennale atto a risolvere i problemi dello smaltimento – continua il direttore generale della SMI -, ma piuttosto di innescare un teatrino fatto di proclami e provvedimenti atti a sostenere una sola affermazione “No nel mio giardino”. In questo modo si butta fumo negli occhi degli elettori sia quando si attuano processi risolutivi, sia quando questi progetti giungono alla fase attuativa, iniziando solo allora una nuova battaglia contro. D’altro canto siamo in un Paese di mare e in tanti hanno scelto di camminare come i gamberi: un passo avanti e uno indietro. Per questo il Paese è fermo, ma i nostri tanti politici si muovono …. eccome! Fanno e disfanno, e noi siamo fermi, e ci vediamo costretti a combattere campagne politiche invece di fare il nostro mestiere di imprenditori. Convergiamo con la richiesta di un tavolo tecnico-giuridico sulla questione. Faremo in modo che il nostro caso, se necessario, diventi un caso nazionale di sopruso politico che spinge all’illegalità. Vogliamo adottare tutte le soluzioni necessarie per garantire i cittadini, per attuare programmi di qualità gestionale al fine di dotare il territorio di un impianto di smaltimento a 5 stelle – conclude Marrollo -, aperto al controllo pubblico e pubblicamente controllabile. Vogliamo e pretendiamo giustizia e certezza del diritto”.