La Uil chiede l’attivazione del Tavolo Regionale Anti-Crisi

La segreteria regionale Uil Abruzzo ha incontrato le categorie dell’industria per fare il punto della situazione della crisi e dell’occupazione a livello regionale. Il ritorno nel 2008 in Abruzzo del problema della mancanza di lavoro segna l’apertura di una nuova fase nella crisi strutturale della nostra regione iniziata nel 2000. La differenza maggiore tra la recessione 2002-2004 e quella 2008-2009 sta proprio nel problema occupazionale, che caratterizza questa fase a differenza della precedente, in cui stagnazione e recessione convivevano con un tasso di disoccupazione inferiore a quello medio nazionale. Nel 2009, l’Italia ha perso l’1,6% dei posti di lavoro, l’Abruzzo il 4,6%. Se confrontiamo il II trimestre 2010 con il dato del 2008, il divario è tra un -2,5% nazionale e un -6,9 regionale. Nel triennio 2008-2010, sono venuti a mancare in Abruzzo 33.000 posti di lavoro. Ma non è tutto. A questo dato, dobbiamo aggiungere i posti di lavoro a rischio nelle realtà che ancora non riescono ad uscire da un uso massiccio della cassa integrazione (ordinaria, straordinaria e in deroga). La Uil nazionale calcola siano almeno 12.200 i lavoratori in cassa integrazione ad ottobre in Abruzzo. Parte di questi lavoratori hanno poche o nulle certezze sulla possibilità di tornare alla normalità lavorativa. La ripresa di parte della grande industria ha dimezzato il ricorso alla cassa integrazione in Abruzzo, a fronte di una discesa molto più limitata a livello nazionale. Ma a riprova dei livelli stratosferici raggiunti dall’utilizzo della cassa integrazione nel corso del 2009, ancora oggi la percentuale di lavoratori abruzzesi in cassa sul totale dell’occupazione dipendente, pur dopo il dimezzamento del dato abruzzese, è in linea con il dato nazionale: 3,5% in Abruzzo, 3,4% in Italia. Per avere un quadro completo della sofferenza occupazionale in Abruzzo, dobbiamo inoltre aggiungere gli scoraggiati (si veda la diminuzione del tasso di occupazione e del tasso di attività) che non vengono conteggiati tra i disoccupati perché nemmeno si presentano sul mercato del lavoro. La dimensione acuta del problema occupazionale dell’Abruzzo è, dunque, almeno tra i 45.000 e i 50.000 posti di lavoro, tra quelli che mancano e quelli a rischio. La Regione deve considerare quello del lavoro il problema numero 1 e, insieme alle parti sociali, mettere in campo azioni che abbiano l’obbiettivo di difendere i posti a rischio e favorire la creazione di nuovi posti di lavoro, incentivando le assunzioni stabili e favorendo l’incontro di domanda e offerta di lavoro. Il progetto Lavorare in Abruzzo va bene, ma bisogna potenziarlo, anche con risorse FSE/FAS; la Formazione è ancora troppo debole e va rafforzata. Il settore industriale, strategico per l’Abruzzo, ha perso più occupazione di altri. Nonostante la nostra richiesta più volte reiterata, la Regione non si è ancora dotata di alcuna organizzazione per affrontare le crisi industriali, settoriali e territoriali. Sta facendo cose interessanti in prospettiva futura, ma è assente nel fuoco della crisi, qui ed ora. Chiediamo l’immediata attivazione del Tavolo Regionale Anti-Crisi, congiunto tra gli Assessorati alle Attività Produttive e al Lavoro, per porre fine al mancato governo delle crisi industriali. Ammortizzatori sociali, Formazione, politiche attive del lavoro e politica industriale devono stare insieme. La difesa dell’apparato produttivo deve essere un pezzo della Vertenza Abruzzo, soprattutto per le vertenze la cui soluzione richiede anche scelte nazionali. Non è più rinviabile l’apertura di confronti tra la Regione e le parti sociali con i grandi gruppi (FIAT, FINMECCANICA, MICRON) e lo sblocco delle risorse nazionali (FAS, MASTER PLAN, ACCORDO INFRASTRUTTURE, SPESA PUBBLICA ALLARGATA) per definire cosa è in grado di mettere l’Abruzzo a fronte di nuovi impegni di investimento.

La Provincia di Chieti chiede incontro per Iniziative Industriali di Ortona

A venti giorni dall’incontro tenutosi nella sala di giunta, al termine del quale il presidente, Enrico Di Giuseppantonio, aveva chiesto il coinvolgimento della Regione per disegnare un possibile futuro per l’azienda Iniziative Industriali di Ortona, che opera nel settore degli idrocarburi e che ha annunciato la chiusura dello stabilimento produttivo abruzzese, la Provincia torna a convocare proprietà, sindacati, lavoratori, il sindaco di Ortona, Nicola Fratino, e stavolta anche l’Assessorato regionale al Lavoro, che ha già manifestato la sua disponibilità a partecipare. L’incontro è fissato per lunedì prossimo, 15 novembre, alle 12.30 presso la sala di giunta del palazzo provinciale. «Le istituzioni – ha spiegato il presidente Di Giuseppantonio – devono sempre essere pronte ad ascoltare le esigenze e le richieste dei lavoratori, soprattutto in un momento come questo in cui la regione non può permettersi di perdere ancora un solo posto di lavoro: occorre dare un supplemento d’anima per poter trovare una soluzione che coniughi i diritti dei lavoratori con le prospettive concrete di sviluppo dell’azienda Iniziative Industriali che minaccia da tempo di andare via dall’Abruzzo».

Roseto, chiesti interventi alla Regione per le politiche sociali

L’impegno a promuovere un incontro urgente con la Giunta regionale per ottenere un chiarimento  sulle risorse finanziarie che la regione intende destinare alle politiche sociali per chiudere l’annualità 2010 e per la programmazione del nuovo Piano di Zona dei Servizi Sociali a cominciare dall’annualità 2011. La richiesta, rivolta al Sindaco Franco Di Bonaventura è scaturita al termine di un incontro che si è svolto ieri sera in apertura di Consiglio tra i Capigruppo e i rappresentanti delle Cooperative Sociali che operano all’interno dell’ente d’Ambito Costa Sud 2, n. 8( Roseto comune capofila, Morro d’Oro e Notaresco). “Per l’annualità 2010 la Regione Abruzzo ha dato la proroga  ai Piani di Zona degli Enti d’Ambito – ha chiarito l’Assessore alle Politiche Sociali Teresa Ginoble – ed ha concesso i finanziamenti con il contagocce e sempre in seguito a decisi solleciti di noi amministratori. A poco più di un mese dalla fine dell’anno non abbiamo ancora nessuna comunicazione ufficiale e questo comporta una incertezza sul futuro dei servizi erogati alle famiglie e di conseguenza sul futuro della vita stessa delle cooperative sociali”. L’impegno ad affrontare con urgenza il tema è stato condiviso da tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione: “Accogliamo con favore questa unanimità di intenti nei riguardi delle politiche sociali – ha sottolineato il Sindaco Franco Di Bonaventura- perché,  in un momento in cui la crisi occupazionale  investe pesantemente la nostra provincia,  questa incertezza rischia di trasformarsi in emergenza  sociale e di aggravare  lo stato di difficoltà delle famiglie assistite e lo stato di precarietà di tanti giovani professionisti che oggi sono occupati in questo settore”. “Noi chiediamo con forza la possibilità di fare una seria programmazione perché i servizi sociali non si possono improvvisare – ha ribadito l’Assessore Teresa Ginoble – un ente pubblico non può lasciare da un giorno all’altro un anziano non autosufficiente da solo, non può lasciare senza assistenza qualificata un disabile nella scuola, soprattutto oggi che l’istituzione scolastica vive tanti disagi causati dai pesanti tagli della riforma.  Non è possibile chiudere  i centri aggregativi per i ragazzi. I servizi di cui stiamo parlando infatti fatto parte dei liveas, cioè i livelli essenziali fissati dalla normativa nazionale e rappresentano quindi uno standard irrinunciabile”.

Bando per Istruttore Amministrativo a Teramo

Il Comune di Teramo rende noto che sono riaperti i termini del concorso pubblico, bandito il 3 gennaio 2008, per titoli ed esami, inerente il profilo professionale di “Istruttore Amministrativo”, categoria C, tabellare iniziale 1, con contestuale incremento del numero dei posti da n. 1 a n. 3. La domanda di ammissione al concorso, redatta in carta semplice e debitamente firmata, deve essere inoltrata il giorno 9.12.2010. I candidati che hanno presentato domanda a seguito del bando pubblicato in precedenza e che non hanno ad oggi ricevuto la comunicazione di esclusione  a mezzo di raccomandata  a.r., risultano ammessi al presente concorso senza necessità di inoltrare nuova istanza, fermo restando la possibilità di integrare, con le modalità e nel termine indicato nel presente bando, la documentazione già prodotta con ulteriori titoli e/o  elementi ritenuti utili. Il bando integrale è pubblicato sul sito www.comune.teramo.it ed è affisso all’Albo Pretorio.