La Uil getta molte ombre sulla gestione della Sasi

Dubbia correttezza sui provvedimenti assunti; perplessità sugli appalti e la gestione degli automezzi aziendali; preoccupazioni in ordine allo stato di affidabilità finanziaria della società; mancato rispetto del regolamento per il personale; ombre sugli appalti. Sono questi i punti toccati nella lettera che la RSU Uil della Sasi ha consegnato ai sindaci soci della società di gestione del sistema idrico integrato nel corso dell’assemblea svoltasi l’altro pomeriggio al Palazzo degli Studi di Lanciano, chiamata ad eleggere il consiglio di amministrazione della Sasi. Un cda scaduto da un anno e che ha visto l’elezione di Domenico Scutti, Giuseppe Di Vito e Vincenzo Palmerio. Una denuncia alquanto dettagliata quella della Uil, che porta alla luce una situazione che merita chiarezza. “La RSu Uil della Sasi – si legge nella missiva a firma del delegato sindacale, Rodolfo D’Orsogna – nel corso degli ultimi anni ha maturato notevoli perplessità in relazione a numerosi provvedimenti assunti, che sembrerebbero palesare una dubbia correttezza, con presumibile conseguente ingiustificato aggravio delle finanze aziendali. Tali perplessità oggi aumentano in ragione delle numerose segnalazioni e richieste di chiarimenti su tali provvedimenti da noi inoltrate alla Sasi, che hanno registrato un silenzio assoluto e che, invece di rassicurarci su una augurabile, da parte nostra, regolarità delle problematiche sollevate, hanno purtroppo accresciuto le nostre preoccupazioni con la conferma dei dubbi di legittimità. Preoccupazioni in ordine allo stato di affidabilità della scoietà che, ricordiamolo, sarà elemento base della valutazione per la conferma dell’affidamenti del servizio e in definitiva della sopravvivenza della nostra Sasi. Ciò anche in ragione delle notizie di stampa su interventi da parte del presidente della Regione Abruzzo, Chiodi, ‘sulla violazione delle regole in cui versa un settore segnato da sprechi… con la richiesta di una gestione efficace e efficiente a costi minori per il cittadino’ e, soprattutto, sulla iniziativa dell’assessore regionale Di Paolo, che ha inviato informative alle Procure della Repubblica e alla Corte dei Conti. Questo documento – scrive ancora D’Orsogna – viene redatto nella speranza che i sindaci soci della Sasi chiedano conto con determinazione delle problematiche da noi evidenziate, anzi ampliandola a tutte le delibere assunte da questo cda, in ragione anche delle responsabilità cui loro stessi come soci sono chiamati”. Nella lettera poi viene fatto un sommario elenco delle problematiche, e s’inizia con gli appalti. Secondo il rappresentante sindacale della Uil, vi sarebbe stata “una violazione delle procedure previste dal regolamento Sasi, per lavori, forniture e servizi in economia”. Si va dalle assicurazioni, alla somministrazione di lavoro interinale, “dai trasporti e smaltimento fanghi e liquami agli impianti satellitari veicolari, dalla cancelleria alla gestione dei depuratori, per un controvalore di milioni di euro – si legge ancora nel documento. E ancora -: Un  probabile utilizzo illegale degli automezzi di servizio, concessi ad uso privato e dei rimborsi chilometrici, concessi per le auto private per raggiungere, dalla propria abitazione, la sede del lavoro e a tariffa maggiorata”,  insomma “una evasione contributiva e fiscale per il settore, danni patrimoniali dolosi che l’amministrazione ha posto in capo all’azienda, il tutto, presumiamo, per oltre un milione di euro”. Ombre, per la Uil, anche sulle assunzioni: “Probabile mancato rispetto del ‘Regolamento Sasi’ di ordinamento generale degli uffici e dei servizi e di conseguenza delle normative legali vigenti per assunzioni ed inquadramenti superiori, per diverso utilizzo di personale assunto con pubblico concorso con ipotesi di truffa, per indennità concesse a ‘pioggia’ o ‘regalie’ al di fuori delle regole dettate dalla Corte dei Conti, per probabile sotto utilizzazione del personale, con presumibili danni economici e organizzativi. Si ricordino i costi del concorso non autorizzato, per 3000 persone, convocato e annullato”. Infine, si punta l’indice sui contratti a consulenti. D’Orsogna conclude auspicando un intervento dei sindaci e una verifica da parte del nuovo consiglio di amministrazione.

Elezione sulla quale inteviene Gianni Di Rito, capogruppo in Consiglio provinciale dell’Udc e sindaco di Rocca San Giovanni, che aveva l’incarico di delegato del partito nelle trattative per il rinnovo del consiglio. “L’Udc ha assunto all’unanimità la decisione di partecipare alla votazione per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione della Sasi: nessun contrasto si è determinato all’interno del partito nella riunione di lunedì sera e quindi sono destituite di ogni fondamento le voci che sono state riprese da alcune testate giornalistiche e che parlavano di una insanabile diversità di vedute tra il coordinatore regionale, Enrico Di Giuseppantonio, e il capogruppo in Consiglio regionale, Antonio Menna. In realtà, la decisione presa dall’Udc è stata meditata in maniera assolutamente autonoma, con l’unico obiettivo di confermare il nostro rappresentante all’interno del Consiglio di amministrazione, tant’è che non abbiamo aderito alla lista presentata in assemblea dal Partito Democratico, ma ne abbiamo presentato una nostra. L’Udc ritiene essenziale per poter esercitare la fondamentale azione di controllo su un bene pubblico come l’acqua far sì che nel Consiglio di amministrazione siano rappresentati tutte le forze politiche, di destra, di sinistra e di centro. Coerentemente con questa impostazione, abbiamo deciso di partecipare al voto, senza stringere alcun accordo con il Pd. Che poi non ci fosse accordo con il Pd lo dimostra il fatto che il centrosinistra poteva tranquillamente procedere alla votazione senza neppure la nostra presenza, in quanto l’assemblea era in seconda convocazione e quindi bastava la maggioranza semplice. Poiché a noi premeva la riconferma del nostro candidato, che già era stato amministratore della Sasi per un triennio, abbiamo agito autonomamente per salvaguardare la nostra presenza e il nostro uomo all’interno del Consiglio di amministrazione. In realtà noi eravamo anche d’accordo con il Pdl quando sosteneva la necessità di una proroga per il Consiglio uscente, ma a condizione che tutte le forze politiche fossero d’accordo. Il Pd, invece, è venuto in assemblea determinato a rinnovare l’organismo direttivo e noi abbiamo agito di conseguenza, difendendo il nostro consigliere. Ogni dietrologia è dunque destituita di ogni fondamento: probabilmente a qualcuno dà fastidio l’armonia e l’unità d’intenti che oggi caratterizzano la vita dell’Udc sul territorio e cerca di minarle attraverso pettegolezzi”.

Non mancherà certo occasione per verificare, nei prossimi giorni, negli ambienti politici regionali e provinciali, la bontà della scelta fatta dall’Udc.