Alleanza per l’Italia, Nuovo Senso Civico e Futuro Frentano ribadiscono il loro no all’inceneritore a Treglio

Un elenco tra progetti e impianti sparsi per tutto il territorio; la questione legata all’emergenza rifiuti con la chiusura anticipata della discarica consortile di Cerratina; l’inceneritore a Treglio. Insomma, è di nuovo allarme ambientale nella provincia di Chieti e nel territorio di Lanciano in particolare. La denuncia, forte e chiara arriva da Alleanza per l’Italia, Nuovo Senso Civico e Futuro Frentano, rappresentati da Nico Frattura, Alessandro Lanci e Giuseppe D’Autilio, che oggi hanno tenuto una conferenza stampa al Caffè ai Portici, di Lanciano.  “Sono problemi che pesano fortemente sulla testa dei cittadini frentani mentre l’Abruzzo è travolto dallo scandalo rifiuti – hanno sottolineato nell’incontro con la stampa. Nessuno di noi chiude gli occhi dinanzi a proposte per migliorare l’ambiente in termini di smaltimento rifiuti o per la produzione di energia. Quel che esigiamo, però, è il rispetto delle regole. Non si può più tollerare che le decisioni vengano prese da una sola parte, senza che chi vive qui possa dire la sua e dare il proprio contribuito. Tra tutte le province abruzzesi, quella chietina è una realtà sottoscacco. Qui le maglie sono più larghe che altrove – hanno detto Frattura, Lanci e D’Autilio – ed è altrettanto strano che quando si tratta di prendere posizione, ciò avviene sempre per intervento di associazioni e movimenti come i nostri anziché dai politici”. Dure le considerazioni sulla centrale a biomasse in costruzione a Treglio. Alleanza per l’Italia, Nuovo Senso Civico e Futuro Frentano denunciano che “l’inceneritore sorgerà a poca distanza da una delle più importanti aziende di macellazione, trasformazione e commercializzazione di carni del Centro Sud. Una centrale che, oltre alla sansa, dovrebbe bruciare 1000 quintali al giorno di potature di vigne e uliveti, un quantitativo enorme, per far fronte al quale ci sarà bisogno di un impegno altrettanto enorme da parte degli agricoltori per poter assicurare l’attività dell’inceneritore 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno. Facile dedurre che verrà bruciato di tutto. Non solo: provate a immaginare il via vai di mezzi per trasportare i quantitativi richiesti, che faranno innalzare l’inquinamento. Una centrale sulla cui realizzazione non tutti sono a conoscenza, persino alcuni consiglieri comunali di Treglio, colleghi del vice sindaco Antonio Di Nunzio, che oltretutto è anche presidente dell’Alesa e progettista dell’impianto. Lo stesso Di Nunzio, che nell’amministrazione tregliese ricopre la carica di vice sindaco, ha ammesso che bruciare i residui della potatura di vigne e uliveti è causa di inquinamento. Per il motivo che i medicinali che servono a garantire la crescita di ulivi e vigneti e far fronte ai parassiti, una volta nell’inceneritore, emetteranno nell’aria sostanze che possono rappresentare un serio pericolo per le comunità che vivono nelle vicinanze dell’impianto. Allora noi chiediamo una cosa utile e ragionevole al tempo stesso: l’istituzione di un Osservatorio Ambientale Frentano, che dovrà rappresentare un costante riferimento per valutare qualsiasi intervento sul territorio. Inoltre, che venga applicata l’Agenda 21, usata in passato dal comune di Lanciano, tramite la quale sono state messe in evidenza tutte le criticità della città. Per quanto ci riguarda, stiamo lavorando per poterci dotare di un laboratorio mobile per il rilevamento della qualità dell’aria, un altro fondamentale strumento in difesa della salute di tutti i cittadini”.

Non è mancato un riferimento alla questione della tariffe per lo smaltimento dei rifiuti a Cerratina. “Se dovesse venir fuori che i cittadini lancianesi hanno pagato di più (secondo alcune stime oltre 4 milioni di euro) – dice D’Autilio -, allora diciamo che quella somma sia destinata per interventi destinati alla collettività”.