Ato regionale delle acque: meglio l’ambito provinciale

Valter Catarra, insieme ai Presidenti della altre Province abruzzesi, ha incontrato l’assessore regionale ai Lavori pubblici e al servizio idrico, Angelo Di Paolo, chiedendo che siano gli enti provinciali a gestire il ciclo delle acque.

“Una posizione univoca assunta ufficialmente dall’Unione delle Province abruzzesi” spiega Catarra che aggiunge: “L’imminente soppressione degli Ato è l’occasione per dare un senso a quel processo federalista che vede le Province quale ambito ottimale per tutte le politiche e i servizi di area vasta, acqua e rifiuti in primo luogo. La dimensione provinciale salvaguarda la rappresentanza e la partecipazione dei Comuni e ottimizza i processi di programmazione e gestione. In questi anni ci siamo inventati di tutto, Consorzi, Ato, Unione dei Comuni ma la Provincia, ente costituzionale, rappresenta l’ambito territoriale ottimale e ha organizzazione e risorse professionali per gestire i servizi sovracomunali”. La Regione, riferisce il Presidente, pone una questione “seria e corretta”, quella del controllo del servizio: un compito che non può essere assegnato allo stesso organismo che si occupa della gestione, così come accade oggi. “Non può continuare ad esserci sovrapposizione fra controllati e controllori – continua il Presidente – e mi pare che la Regione stia affrontando correttamente la questione ma ci sono tutti i presupposti per arrivare ad una sintesi rispetto alle diverse posizioni: alle Province potrebbe essere assegnata la gestione del ciclo delle acque e il controllo potrebbe rimanere in capo all’organismo regionale”. Dell’argomento si parlerà anche in Consiglio, domani, su richiesta del PD che a questo proposito ha presentato un ordine del giorno.

Rifiuti: il Presidente convoca i Consorzi e l’Ato unico

Il presidente Valter Catarra ha convocato per domani mattina, a partire dalle ore 9, una riunione con i Consorzi dei rifiuti e l’Ato unico: l’AdaTe. “In questo particolare e delicato momento si stanno sovrapponendo problemi contingenti  e annose questioni: dalle difficoltà finanziarie e gestionali del Cirsu a quelle più generali relative alla necessità di dotarsi di un impianto di smaltimento che possa accogliere i rifiuti di tutto il territorio, per arrivare alla decisione di Cerratina di chiudere i cancelli. Una decisione, quest’ultima,  che pare determinata più da questioni amministrative, e che quindi ci auguriamo possano essere superate presto, che da un problema di volumetrie. Anche se la vicenda è complessa si tratta di problemi che possono trovare una risposta in breve tempo anche perché le soluzioni ci sono e se Comuni, Provincia e Regione lavorano di concerto è possibile darvi attuazione”.